Blitz di Polizia e GdF al Consorzio di bonifica, ipotesi danno erariale

Proseguono le indagini della Procura di Cagliari sul Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale. Martedì mattina gli agenti di polizia giudiziaria, su disposizioni del Pm Gaetano Porcu, si sono nuovamente presentati nella sede centrale del Consorzio, in via Dante, presumibilmente per acquisire nuova documentazione sui principali filoni dell’indagine. E non erano soli: insieme con gli agenti della Procura, sono arrivati nella sede del Cbsm anche gli uomini della Guardia di Finanza, che secondo fonti privilegiate stanno effettuando accertamenti su input della Procura della Corte dei conti. Di norma, in questi casi la magistratura contabile ha il compito di verificare la sussistenza di un eventuale danno erariale.

La lente della Corte dei conti potrebbe essere puntata sulla società Sardegna bonifiche servizi (Sbs), srl in house creata nel 2012 dal Consorzio e ora messa in liquidazione dal commissario del Consorzio, il dirigente regionale Gianni Pilia. Nel documento che liquida la Sbs, lo stesso Pilia scrive che la costituzione della società configura “evitabili duplicazioni di spesa per l’esercizio di funzioni proprie del Consorzio che […] risultano foriere di profili di responsabilità contabile”. 

In parallelo va avanti l’attività di indagine della Procura della Repubblica. Gli agenti di polizia giudiziaria avevano sequestrato decine di documenti già il 6 maggio scorso, relativi in particolar modo alla realizzazione della diga di Monte Nieddu, nel Sulcis (un appalto da 83 milioni di euro) e agli affidamenti diretti per oltre 200mila euro assegnati dal Consorzio alla Fluenter, società amministrata da Luca Sedda (cognato del direttore generale del Consorzio Roberto Meloni) e fino al maggio dello scorso anno in mano alla sorella del Dg, Annalisa Meloni. La vicenda è finita anche su Sette, il magazine del Corriere della Sera, con un servizio firmato da Gian Antonio Stella.

Non solo: nel mirino del Pm Porcu ci sarebbero anche le attività della Sbs. Gli agenti avrebbero sequestrato i mandati di pagamenti emessi dal Consorzio nei confronti della società in house per oltre 150mila euro. Circa 50mila euro sarebbero stati impiegati per l’acquisto di due automezzi – un autocarro e un furgoncino – e per i benefit elargiti ad alcuni dipendenti del Consorzio ‘prestati’ alla Sbs. La Procura vuole ora capire come siano stati spesi i restanti 100mila euro.

Infine, nei faldoni sequestrati oggi e il 6 maggio, vi sarebbero anche documenti relativi ad un appalto assegnato dal Consorzio ad una ditta informatica del nord Italia e l’acquisto di alcune auto elettriche destinate alle sedi periferiche del Consorzio.

Pablo Sole

sole@sardiniapost.it

 

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