Cbsm, lavori per 200mila euro alla ditta della sorella del direttore generale

Il Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale (Cbsm) è uno dei più importanti d’Italia. Opera su un territorio di 263mila ettari – con 95 Comuni interessati – e nel 2013 ha chiuso il bilancio in attivo per oltre 6 milioni di euro. Dal 2007 il direttore generale è Roberto Meloni, che ha assunto anche l’interim dei quattro servizi in cui si dividono gli uffici del Cbsm. Nei giorni scorsi è balzato agli onori delle cronache dopo che il commissario del Consorzio, Gianni Pilia, gli ha revocato l’incarico di responsabile del procedimento relativo alla realizzazione della diga di Monte Nieddu, nel Sulcis. Un appalto da 83 milioni di euro. Motivo: Meloni ha curato l’aggiornamento del progetto e non può, secondo le norme, ricoprire anche l’incarico di responsabile del procedimento. In ballo c’era una somma considerevole: responsabile e progettista, infatti, partecipano al riparto degli incentivi sul progetto, pari a circa il 2%. Quindi, grosso modo, si parla di 1,6 milioni di euro.

Proprio andando sul sito del Consorzio per individuare i ruoli dei dirigenti, ci siamo imbattuti in altri documenti che ci sono apparsi di rilevante interesse pubblico. Si tratta di  alcuni atti sugli affidamenti diretti che il Consorzio ha assegnato negli ultimi anni. È una procedura che, per importi sotto i 40mila euro, non prevede bando di gara: è il responsabile del procedimento a indicare la società che effettuerà lavori e forniture. Tra queste spicca, per la frequenza e l’intensità degli affidamenti, una ditta di Capoterra, la Fluenter srl. Siamo andati a vedere a chi appartiene e abbiamo constatato che, fino al maggio dello scorso anno, il 50% delle quote era di proprietà di Annalisa Meloni,  la sorella del direttore generale del Consorzio. E che l’amministratore unico della Fluenter, Luca Sedda, è il marito della Meloni.

Secondo i documenti, in meno di un anno la Fluenter ha incassato dal Consorzio oltre 200mila euro. Si parla di un periodo che va dal luglio del 2013 al febbraio del 2014, quando la titolare della società era (anche) Annalisa Meloni, che ha venduto le sue quote il 23 maggio dello scorso anno. Pochi giorni prima, in Procura, come abbiamo poi potuto accertare, era arrivato un esposto su un appalto milionario bandito dal Consorzio (ora congelato) che tirava in ballo la parentela tra il direttore generale e la titolare della Fluenter.

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Gli affidamenti diretti alla Fluenter srl nel periodo luglio 2013 / febbraio 2014

Ma in che modo la Fluenter ottiene le assegnazioni dal Consorzio? Lo spiegano i documenti consultabili – non proprio agevolmente – nella sezione ‘Amministrazione trasparente’ del sito del Consorzio, anche se l’intestazione (affidamento tramite cottimo fiduciario) fa a botte con quanto scritto in calce (affidamento diretto). La legge infatti distingue in modo molto netto le due modalità: nel primo caso (e per importi sopra i 40mila euro) vanno coinvolte almeno cinque ditte, nel secondo il responsabile del procedimento affida direttamente i lavori. Ad essere precisi, questo si legge nei documenti del Consorzio: “Considerata la tipologia, l’oggetto degli appalti, l’entità dell’importo e la particolarità del servizio/lavoro/fornitura – si è proceduto all’affidamento diretto” (qui un esempio). Seguono le firme del responsabile del procedimento, del capo settore e del direttore generale. Ovvero Roberto Meloni. Che in sostanza controfirma l’assegnazione diretta di servizi e forniture alla società della sorella.

C’è poi un altro aspetto che appare significativo: quando il Consorzio deve onorare gli impegni, spetta al dirigente dei servizi firmare i mandati di pagamento. Ma dato che il Consorzio ha qualche carenza d’organico, il dirigente dei settori è il Dg Roberto Meloni, che quindi liquida la Fluenter di Meloni e Sedda.

Va anche detto che in almeno un caso – un’assegnazione da 96mila euro – il responsabile del procedimento ha coinvolto, come prevede la legge, almeno cinque ditte e confrontato le offerte, secondo le modalità del cosiddetto cottimo fiduciario. Il responsabile del procedimento è nominato dal dirigente d’area/settore o da un suo sostituto. In questo caso, il direttore generale.

Sussistevano le condizioni per rilevare un eventuale conflitto di interessi? Parrebbe di sì, ma su questo attendiamo di conoscere il parere dei protagonisti. Di certo in tal caso, se cioè si fosse ravvisato un conflitto di questo genere, il direttore generale avrebbe dovuto astenersi dall’intera procedura e la stessa ditta – come prevede la Legge anticorruzione – avrebbe dovuto dichiarare l’esistenza del possibile conflitto di interessi, pena l’annullamento dei contratti e la restituzione di quanto già percepito. Certo è che l’articolazione degli uffici non aiuta. Dicono le norme che anche i funzionari e i dirigenti di un ente pubblico dovrebbero segnalare presunti conflitti di interesse, rivolgendosi al diretto superiore. Che però, in questo caso, è ancora una volta Meloni.

Pablo Sole

sole@sardiniapost.it

I DOCUMENTI

Le liste degli affidamenti diretti alla Fluenter srl (Giugno 2013 / Aprile 2014) controfirmate dal Dg Meloni

 

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