Stefano Deliperi (Grig): “Sì Moratti, ad Arborea nessuno vuole le tue trivelle”

Da Stefano Deliperi del Gruppo d’intervento giuridico riceviamo e pubblichiamo.

È davvero curioso. Siamo un po’ tutti portati a pensare che i grandi capitani d’industria siano sempre molto ben informati oltre che abilissimi. Crediamo che sia uno dei segreti della fortuna di un’impresa. Invece no. Massimo Moratti, amministratore delegato del Gruppo Saras s.p.a. ha dato nel pomeriggio del 9 giugno 2014, presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Cagliari, un umanissimo scorcio di ingenuità, dicendosi pronto ad abbandonare il “progetto di perforazione esplorativa” per la ricerca di gas naturale presso lo Stagno di S’Ena Arrubia (Arborea, OR) se si rendesse conto che, pur avendo tutti i permessi, tutti sono contrari“.

Massimo Moratti, ingenuo, non sa che ad Arborea il suo progetto proprio non lo vogliono vedere nemmeno in cartolina. Il progetto non ha “tutti i permessi” ed è attualmente sottoposto alla vincolante procedura di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) nella quale sono intervenuti centinaia e centinaia di cittadini di Arborea, associazioni ecologiste, comitati, associazioni agricole e imprenditoriali per formalizzare la propria documentata volontà contraria, alla quale la Saras s.p.a. ha provato a replicare.

Volontà contraria sostanziata in manifestazioni, prese di posizione, interventi di ogni genere a natura che han coinvolto migliaia di persone. Il sito prescelto è a circa 200 metri di distanza dallo Stagno di S’Ena Arrubia, tutelato dalla Convenzione internazionale di Ramsar (2 febbraio 1971) sulle zone umide d’importanza internazionale (D.P.R. n. 448/1976), dal vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), da vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993), dal piano paesaggistico regionale (decreto Presidente Regione n. 82 del 7 settembre 2006), destinato a riserva naturale regionale (legge regionale n. 31/1989, allegato A), sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale (direttiva n. 92/43/CEE).

L’area interessata è sede, inoltre, della più avanzata agricoltura specializzata della Sardegna e ben poco si conosce, allo stato attuale, delle possibili – gravissime – interferenze con le falde idriche. Al termine della procedura di verifica preventiva – alla quale avevano partecipato con uno specifico atto di intervento (8 novembre 2011 le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra – giustamente la Giunta regionale della Sardegna aveva previsto (deliberazione Giunta regionale n. 16/12 del 18 aprile 2012 lo svolgimento del vincolante e preventivo procedimento di V.I.A.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra sono al fianco del locale Comitato “No al progetto Eleonora” e delle popolazioni interessate per salvaguardare i valori ambientali e territoriali dell’Arborea.

Massimo Moratti e il suo Gruppo Saras s.p.a. ora, edotti della generale volontà contraria dei residenti dell’area interessata, farebbero semplicemente bene a rinunciare e ad accontentarsi degli impianti industriali di Sarroch (CA), dove beneficiano fra l’altro degli incentivi ecologici CIP 6 per i propri scarti di lavorazione del petrolio e dove, per coincidenza, ben 75 bambini delle scuole elementari e medie costituenti il campione di una ormai nota ricerca scientifica “presentano incrementi significativi di danni e di alterazioni del Dna rispetto al campione di confronto estratto dalle aree di campagna” (Burcei, CA).

Basta e avanza, no?

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