Fabrizio Binacchi e la Sardegna della “sotterranea inclusione”

Fabrizio Binacchi, giornalista e conduttore televisivo, ama la Sardegna, dice, per la profonda cultura e il senso pratico che si respira nell’Isola. Ha condotto il Tg1 Mattina e le trasmissioni televisive Ci vediamo e Linea Verde su Raiuno. Su Raitre ha condotto Ambiente Italia e Tgr Italia Agricoltura. Ha pubblicato Benedetta politica (Lativa Edizioni, 1992), Creative Notes Book (Diabasis Editore, 2003), Bambini di ieri, bambini di oggi (Minerva Edizioni 2008). Binacchi è attualmente direttore regionale della sede Rai dell’Emilia Romagna e, ad interim, della sede regionale del Friuli Venezia-Giulia. Docente di Teoria e tecnica del linguaggio radiotelevisivo presso la Scuola Superiore di Giornalismo dell’Università di Bologna.

La sua prima volta in Sardegna?

“E’ stato nel 2000 quando conducevo su Rai Uno la trasmissione televisiva Linea Verde. Rimasi stupito dalla bellezza di Orotelli, Lollove e Capo Carbonara. Ci sono tornato in vacanza alcuni anni dopo, visitando la Costa Smeralda e Santa Teresa di Gallura. Ho un ricordo di un paese che improvvisamente mi è comparso all’orizzonte mentre guidavo: Castelsardo. E’ una perla della Sardegna del nord”.

Cosa l’ha colpita di quel viaggio?

“La profonda cultura umana e il senso pratico degli allevatori e delle donne che tingevano la lana. Ho un ricordo molto bello di un viaggio in Sardegna, quando partii dal nord dell’Isola e attraversai tutta la Carlo Felice per raggiungere Villasimius al tramonto. In quell’occasione ho avuto modo di vedere tutto l’interno della Sardegna e, devo essere sincero, non immaginavo fosse così affascinante e ricco di luoghi magici e ancestrali”

Della cucina sarda cosa le piace?

“Cito in tutte le occasioni la pecora in cappotto, mangiata assieme ai colleghi della produzione di Linea Verde, con una quantità inaudita di strati di pane carasau. I vini? Ero talmente ubriaco che non mi ricordo il nome”.

Come descriverebbe il carattere dei sardi?

“Con tre aggettivi: caparbietà, generosità e sotterranea inclusione. Riguardo quest’ultimo aggettivo, mi riferisco alla non immediata e scontata confidenza del sardo. Se riesci, però, ad entrare nel modo giusto in contatto con lui t’include subito nel gruppo degli amici”.

Avventure particolari in Sardegna?.

“Si, ricordo che quando registrai la seconda puntata di Linea Verde a Capo Carbonara, mentre intervistavo un responsabile regionale di Legambiente, per ragioni televisive, mi travestii da bambino e feci finta di giocare con il rastrello, la paletta e il secchiello nel bagnasciuga. Volevo rappresentare la giocosità del mare e allo stesso tempo la tutela dell’ambiente”.

Massimiliano Cordeddu

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