Solinas smascherato a Roma, il Grig: “Fermate la sua legge ‘scempia-coste'”

Formalmente è una segnalazione. Tecnicamente è uno smascheramento. Così, senza perdere tempo, ha deciso di fare il Grig, il Gruppo di intervento giuridico presieduto da Stefano Deliperi e che oggi ha spedito un corposo plicco al Governo di Giuseppe Conte. Tutte insieme ecco le carte in cui l’associazione ambientalista spiega a Roma cosa si nasconde dietro la legge votata giovedì dal Consiglio regionale. Ovvero la spallata al Ppr, con la quale il presidente Christian Solinas e gli alleati di centrodestra vogliono dare il via libera a una stagione di cementificazione della Sardegna (leggi qui).

Il Grig chiede innanzitutto che “il Governo” proceda quanto prima col “ricorso” della norma sarda “dinnanzi alla Corte costituzionale”. Gli ambientalisti vogliono che Roma impugni subito la legge approvata dal centrodestra, perché  attraverso un’interpretazione autentica definita “illegittima” dal Grig, la maggioranza vuole cancellare la co-pianificazione tra Stato e Regione. E questo per lasciare mano libera alla Giunta sui progetti da autorizzare lungo le coste e nelle zone agricole. Ma anche sui cosiddetti beni identitari, ugualmente tutelati dal Ppr, Solinas e alleati vogliono poter decidere in solitudine, senza vincoli né paletti romani. In Consiglio regionale per quarantatré giorni, anche con 1.500 emendamenti, Progressisti, Pd e M5s hanno provato a dare battaglia. Ma la maggioranza ha più voti e l’ha spuntata.

Nel faldone spedito nella Capitale, gli ambientalisti scrivono: “La Giunta Solinas ha creato le condizioni per riscrivere le parti fondamentali del Ppr senza ottemperare agli obblighi di pianificazione congiunta con il ministero per i Beni culturali e  il Turismo (Mibact). La motivazione dichiarata è legata alla necessità di completare la Sassari-Alghero a quattro corsie, la nuova statale 291. Ma non solo quest’opera si può realizzare anche senza modificare il Ppr, in base al comma 1, lettera b, dell’articolo 20 delle norme di attuazione, ma lo stesso Consiglio dei ministri ha annunciato l’approvazione definitiva del progetto”, per il tramite della titolare delle Infrastrutture, Paola De Micheli (leggi qui).

Deliperi aggiunge nella lettera: “Il completamento della Sassari-Alghero è una sfrangiata foglia di fico che maldestramente prova invano a coprire la solita, consueta, voglia mattonara”. E precisa ancora: “L’interpretazione autentica del Ppr si rivela ben al di fuori degli stretti limiti concessi dalla giurisprudenza costituzionale e dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. L’interpretazione autentica – dice Deliperi – è ammessa in presenza di situazioni di oggettiva incertezza del dato normativo. Ma non è il caso del Ppr né c’è sul Piano paesaggistico la necessità di spiegare un dibattito giurisprudenziale irrisolto”, ristabilendo, come prevede lo stesso istituto giuridico, una condizione normativa “più aderente alla volontà originaria del legislatore”.

Come noto, la sola leggina approvata giovedì dall’Assemblea regionale non basta da sola per autorizzare i progetti sul mare o una nuova colata di cemento nelle campagne. Serve appunto riscrivere parti di Ppr. Ma gli ambientalisti vogliono fermare Solinas e i suoi prima che ciò avvenga e reclamano l’impugnazione davanti alla Consulta. Del resto la maggioranza in Regione è pronta a varare anche una seconda norma, ovvero il cambio della legge edilizia, aumentando la cubature ammesse (leggi qui), in modo da non avere da un lato il vincolo della co-pianificazione e poter pompare dall’altro più cemento.

Solinas, dal canto suo, organizzerà le proprie contromosse. Sono noti i buoni rapporti tra il presidente della Regione e il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia. Col quale, con molta probabilità, il governatore sardo si confronterà. L’unica speranza è che il Mibact, guidato da Dario Franceschini e a cui spetta normare la materia, usi tutto il rigoere del caso. Perché la maggioranza di Solinas sta arrivando dove nemmeno il centrodestra di Ugo Cappellacci, ugualmente con appetiti mattonari, si era spinto.

Al. Car.
(@alessacart on Twitter)

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