Solinas resta il candidato di coalizione. Ma nel rush finale spuntano i ‘ribelli’

Fine corsa coi ‘ribelli’ allo scoperto. È questo il quadro che si è delineato nel centrodestra dopo la visita di Matteo Salvini a Cagliari, tappa finale di una due giorni in cui si attendeva l’investitura di Christian Solinas come candidato presidente alle Regionali del prossimo anno. Invece il leader della Lega, contro ogni previsione, ha deciso di non formalizzare alcuna indicazione “perché spetta ai sardi e non a me – ha detto – decidere il nome“. Il resto di quanto accaduto nella mattinata di Cagliari è avvenuto a porte chiuse, nel vertice di coalizione in cui Salvini “ci ha davvero lasciato carta bianca nella scelta del leader”, spiega Paolo Truzzu, quota Fratelli d’Italia. Quanto è bastato per far emergere le divisioni finora sottotraccia, sebbene Salvini abbia confermato, come unico paletto, che il candidato governatore debba essere espressione della Lega per accordi nazionali con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni.

Nel centrodestra sardo ci sono adesso tre anime. La prima, quella maggioritaria, è guidata da Lega e Psd’Az che sulla candidatura di Solinas, insieme ai Fratelli d’Italia, si stanno portando dietro altri cinque partiti. Precisamente Udc, Uds, Movimento Civico Sardegna, Fortza Paris ed Energie per l’Italia. Tanto che Truzzu ha chiesto e ottenuto la convocazione di un altro vertice di coalizione, il quinto, per prendere la decisione definitiva arrivando, se del caso, alla conta. La data più probabile dell’incontro è il 3 o 4 dicembre. Ma se, come sembra, Massimo Zedda ufficializzerà domani la propria corsa alle Regionali, nel centrodestra non si esclude un’accelerata.

La candidatura di Solinas non è gradita, almeno non del tutto, ai Riformatori, la seconda anima della coalizione. Come candidato governatore i liberal democratici sardi preferirebbero il presidente di Federtennis, Angelo Binaghi. Il quale può vantare un’amicizia di anni col sottosegretario leghista, Giancarlo Giorgetti, ma l’appoggio del numero due del Carroccio non sembra sufficiente nella volata finale. Proprio perché alle spalle non ci sono altri partiti, se non il sostegno, stavolta individuale, del coordinatore di Forza Italia, Ugo Cappellacci, pure lui amico personale di Binaghi. Ai Riformatori, a differenza di Fratelli d’Italia, Udc, Uds e l’altro gruppetto di alleati, non andranno domani al congresso del Psd’Az, perché la presenza varrebbe come un’investitura informale a Solinas.

La terza anima del centrodestra ha invece preso forma all’interno della stessa Forza Italia, dove i malumori non sono finiti, malgrado la manifestazione di sabato scorso alla quale Cappellacci non ha partecipato. Al coordinatore degli azzurri viene rimproverato il fatto di non aver saputo far valere il risultato incassato in Sardegna alle Politiche del 4 marzo scorso: nell’Isola Forza Italia ha battuto la Lega, in totale controtendenza rispetto a quando accaduto nel resto d’Italia. In Sardegna gli azzurri sono riusciti a evitare il sorpasso incassando 14,78 per cento alla Camera e il 14,08 al Senato contro il 10,79 e l’11,59 preso dal Carroccio a Montecitorio e a Palazzo Madama rispettivamente. Ciò che avrebbe dato loro diritto, è il convincimento comune, a esprimere il candidato governatore, se ci fossero state le giuste pressioni di Cappellacci, ripetono in diversi fuori dall’ufficialità.

Uno degli interpreti del dissenso interno a Forza Italia è il senatore Emilio Floris che sponsorizza il consigliere regionale Stefano Tunis, ufficialmente lanciato nell’arena delle Regionali lo scorso 13 ottobre a Carbonia (leggi qui). Per l’intera area Floris, che vale un pezzo importante del partito azzurro, Salvini e Berlusconi sono ancora in tempo per ‘scambiarsi’ l’indicazione dei leader in Piemonte, assegnato a Forza Italia, e in Sardegna, su cui sceglie la Lega. Ci sarebbe anche un sondaggio a supportare questa opzione. Di certo Tunis, sempre per il tramite di Floris, ha ottenuto da Cappellacci la possibilità di far correre alle Regionali il proprio movimento civico, Sardegna 20Venti, che presenterà una propria lista in alleanza col centrodestra.

Adesso che i ‘ribelli’ della coalizione hanno deciso di giocare a carte scoperte, ogni mossa diventa valida per spezzare l’unità nella corrente maggioritaria capeggiata da Lega e Psd’Az. La quale, dal canto suo, sta provando a serrare le fila sul nome di Solinas. “Un nome autorevole”, rilancia infatti Truzzu che a ottobre è stato proposto dai Fratelli d’Italia come proprio candidato, ma ora il partito della Meloni si è allineato sulle posizioni di Carroccio e Psd’Az. In dieci giorni può comunque succedere di tutto. Compresi eventuali spostamenti nella coalizione di centrosinistra, presi in considerazione in queste ore per sollevare il prezzo della trattativa.

Alessandra Carta
(@alessacart on Twitter)

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