Regione, la norma ‘salva-Dg’ è legge: nomine con nuovi criteri, voto alle 24

Appena prima della mezzanotte il Consiglio regionale ha detto sì, a maggioranza, alla nuova legge sulle nomine dei Dg. Col voto odierno cambiano le regole per assumere i dirigenti esterni: al requisito dell’esperienza quinquennale in un ente pubblico o in un’azienda private, si aggiunge “la specializzazione professionale” dimostrabile “attraverso il curriculum”. L’approvazione notturna chiude una maratona cominciata questa mattina alle 10,30. Ma adesso per gli onorevoli sardi scatta la pausa sino a dopo la Befana (salvo urgenze dell’ultima ora).

Il testo normativo convertito in legge lo ha presentato il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula. L’obiettivo della maggioranza è mettere al sicuro anche le nomine dei due Dg scelti lo scorso giugno, insieme ad altri ventuno dirigenti, ed entrati in carica solo a settembre per via dei supplementi di verifica sui rispettivi curricula. Infatti: sia Silvia Curto, Dg della Presidenza, che Antonio Pasquale Belloi, a capo della Protezione civile, non avrebbero i requisiti previsti dalla legge attualmente in vigore. Ovvero l’esperienza quinquennale ‘diretta’. Contro i due, infatti lo Sdirs, il sindacato dei dirigenti regionali guidato da Cristina Malavasi, ha depositato nei giorni scorsi altrettanti ricorsi al Tar (qui l’opposizione contro la Curto, qui il provvedimento su Belloi).

Il voto del Consiglio, ovviamente, non blocca il lavoro dei giudici amministrativi. Che in tempi brevi dovranno esprimersi. Di certo la maggioranza ha creato le condizioni per una loro nomina bis, nel caso in cui il Tar dovesse accogliere le richieste dello Sdirs e azzerare gli incarichi. La Curto è un avvocata di Cagliari, Belloi un ingegnere-vigile del fuoco, di Nuoro. Il testo normativo approvato recita nella parte aggiuntiva che possono diventare Dg anche coloro che hanno “particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica” desumibile “dalla formazione universitaria e post universitaria” nonché “da pubblicazioni scientifiche”.

Mula, durante l’intero dibattito, non ha mai smesso di sostenere che “la maggioranza ha semplicemente inserito un nuovo criterio che è l’interpretazione autentico della legge vigente”. Di segno opposto le posizioni del centrosinistra, con i Progressisti Francesco Agus e Massimo Zedda che sono stati i mattatori del dibattito. “Il centrodestra ha autenticamente cambiato le regole del gioco – hanno detto i due -: la norma che il centrodestra da solo si appresta a votare, ha tutta l’aria di essere anticostituzionale”, è stata la sottolineatura a più riprese, sino alla votazione finale. Nessuna sorpresa, tuttavia: la coalizione del presidente Christian Solinas (intervenuto durante la giornata odierna sul tema della trasparenza sulle delibere) sapeva che avrebbe giocato una partita in solitario. (al. car.)

 

 

 

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