Fase 2, Solinas punta sui test salivari. Ma in commercio non ci sono ancora

La pazza estate del Covid-19 – con colpi di scena che spaziano dai bagni al mare sì-o-no all’annunciato crollo delle presenze turistiche sino al 70 per cento – si arricchisce di un nuovo capitolo. Adesso risulta che i test salivari, quelli che il governatore Christian Solinas vuole fare ai vacanzieri, non sono ancora in commercio. Il tema è stato sollevato oggi in commissione Sanità dal capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus, dopo le interviste rilasciate dallo stesso Solinas a tv e giornali nazionali.

Intanto: il test salivare caro al presidente della Regione ha finalmente un nome. Solinas punta sull’esame rapido Trs, che è una creatura di Lorenzo Azzi, patologo e ricercatore all’università dell’Insubria, nell’omonima area geografica lombarda, con doppia sede a Varese e Como, un ateneo fondato nel ’98 e fortemente voluto dalla Lega. Fatto sta che Azzi ha messo su un gioiellino col quale, in piena pandemia, si possono risolvere molte grane. In soli sei minuti, mettendo su una striscia di carta assorbente un po’ di saliva diluita con una soluzione speciale, il test è in grado di stabilire la positività (o meno) al Covid-19. In caso di malattia, compaiono due barrette; se invece il paziente è sano, solo una. “Il margine di errore è del 10 per cento”, ha spiegato Azzi. Alla realizzazione del Trs ha lavorato anche un professore di Biochimica, Mauro Fasano, e un’altra ricercatrice, Tiziana Alberio. La sperimentazxione è stata portata avanti con la collaborazione dell’Azienda sanitaria Sette Laghi e il laboratorio di Microbiologia dell’ospedale varesino.

Il problema del test rapido salivare, come detto, è solo uno: ancora non viene commercializzato. Non è né prodotto né venduto. Anche perché l’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, cui spetta accendere luce verde alla fabbricazione, non ha ancora dato l’ok. Il 6 maggio la richiesta di valutazione è stata inoltrata. Ma ci vogliono almeno quindici giorni perché venga rilasciato il certificato più breve, ovvero il via libera all’utilizzo del test dietro supporto di un medico (per l’esame fai-da-te i tempi autorizzativi sono invece più lunghi).

Se tutto procede spedito, per il 25 maggio (togliendo i festivi di due week-end), l’Agenzia nazionale darà il suo ok. Poi si tratterà di cominciare la produzione. L’università dell’Insubria ha affidato il compito di confezionare i test alla NatrixLab, azienda di Reggio Emilia. Che è già al lavoro per preparare i primi prototipi. Ma non è dato sapere quando potrà cominciare la produzione su larga scala. Né quanti ‘pezzi’, realmente, la dittà emiliana sarà in grado di produrre.

Stando ai conti di Solinas, il presidente è intenzionato ad acquistare due milioni di test, sebbene oggi abbia parlato di un calo delle presenze pari al 70 per cento. E questo anche per effetto della schizofrenica comunicazione di Solinas e della Giunta sulle strategie da adottare per contenere i contagi durante la stagione turistica. Sinora si sono susseguiti gli annunci più disparati: si è passati dal tampone da fare prima di imbarcarsi per la Sardegna all’esame quando si tocca terra in uno dei tre scali sardi. Poi è stata la volta dei test sierologici per arrivare appunto ai salivari. Al momento sta succedendo solo una cosa: i turisti continuano a cancellare le prenotazioni, tra lo sgomento di Federalberghi.

Rivolgendosi ai colleghi dell’Aula, oggi Agus ha prima fatto una premessa e ha detto: “È inconcepibile che il presidente Solinas si stia facendo ospitare sulle tv nazionali per raccontare strategie di cui nemmeno la commissione Sanità è stata mai informata. Non non siamo più neppure spettatori del lavoro della Giunta, ma telespettatori”. Quindi l’affondo: “A preoccupare non è solo la mancata comunicazione tra livelli istituzionali. Il problema è che le dichiarazioni fatte in tv dal governatore non trovano riscontro nemmeno nella realtà. Poco chiara è la stessa fattibilità degli oltre due milioni di test salivari. E non solo per gli spazi dove andrebbe accolti i turisti da sottopporre al Trs (gli amministratori delegati degli aeroporti isolani si sono già detti contrari), ma anche per la mancata commercializzazione del test”.

Agus, sempre stamattina, ha fatto notare al resto della commissione che Solinas “continua a presentare la propria e discutibile strategia per il turismo come un insieme di azioni che hanno ottenuto il parere favorevole da parte del Comitato scientifico. A questo punto chiedo formalmente che il team di esperti venga sentito in audizione da questo organismo consilitare”. È finita che Domenico Gallus, il presidente della commissione, quota Udc della maggioranza, ha accolto la sollecitazione di Agus. Il Comitato, quello che secondo la Dg di Solinas dà i parere orali, è ufficialmente convocato nel palazzo di via Roma.

Alessandra Carta
(@alessacart on Twitter)

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