Dg e capi di gabinetto in Regione: la mappa degli sponsor politici. Ecco i nomi

Alessandra Carta

Il combinato disposto tra il Solinas bis (con sei nuovi assessori) e la condotta anti-sindacale del governatore (che farà perdere il posto a cinque Dg) sta finendo per agitare gli uffici della Regione. Il valzer di poltrone è iniziato a pieno ritmo e a venire fuori sono anche nuovi equilibri tra manager e sponsor politici.

Cominciamo dalle certezze. Dai capi di gabinetto. Luca Erba, il leghista che stava ai Trasporti quando l’assessore del Carroccio era Giorgio Todde, si è trasferito ai Lavori pubblici, uno dei due assessorati presi dalle camicie verdi col rimpasto. Erba è andato a gestire l’Ufficio di Pierluigi Saiu, nuovo esponente dell’Esecutivo in quota Matteo Salvini.

Valigia fatta e anche già disfatta per Andrea Cocco, uno che mangiava pane e sardismo da giovanissimo, tanto che i Quattro Mori lo hanno spostato dagli Enti locali al Turismo senza colpo ferire. Cocco ha preso il posto di Pino Calvisi, anche lui in Regione su nomina politica: Calvisi, sotto l’ala del capogruppo Franco Mula, dovrebbe fare il consulente dell’assessore Carlo Doria alla Sanità.

A proposito di Doria, come raccontato ieri da Sardinia Post, la capo di gabinetto è decisa: la scelta è ricaduta su Elisa Pinna, ex fedelissima di Giorgio Oppi, una che negli ultimi mesi si è spostata nel versante Psd’Az per il tramite del consigliere regionale Nanni Lancioni. Per le Politiche del 2022, in cui il sardista era candidato nel collegio proporzionale della Camera, la Pinna è stata di enorme aiuto, almeno sotto l’aspetto organizzativo. Lancioni, poi, non ha centrato l’elezione: Psd’Az e Lega insieme hanno fatto una figuraccia raccogliendo poco più del sei per cento.

Per tornare ai capi di gabinetto, nessuna sorpresa in casa Riformatori: sebbene il partito si sia spostato dai Lavori pubblici agli Enti locali (abbinati all’Urbanistica), Lucia Tidu ha incassato la riconferma. E così il resto dello staff. Del resto non è cambiato nemmeno l’assessore, che è sempre Aldo Salaris.

Decisamente più complicata la partita dei Dg, dove cambi e rotazioni sono obbligatori visto che cinque direttori generali perdono l’incarico perché nominati attraverso l’elenco regionale dichiarato illegittimo dal Tribunale del lavoro a causa della condotta anti-sindacale di Solinas. Il governatore può certamente decidere di ingaggiarli di nuovo tutti, ma già con le staffette degli assessori (sebbene la legge 31/98 parli di “nuova Giunta” e non di rimpasto) aveva intenzione di fare modifiche.

In queste ore stanno salendo le quotazioni di Massimo Temussi alla Sanità, al posto di Francesca Piras voluta da Mario Nieddu a febbraio 2022. Il manager sassarese è uno dei cinque direttori generali che adesso decadono, insieme alla stessa Piras, a Delfina Spiga (Ambiente), ad Antonello Zanda (Enti locali) e ad Angela Maria Porcu (Turismo). Temussi, a capo del Centro regionale di programmazione, negli ultimi anni ha avuto il pallino della sanità: è stato commissario dell’Asl unica Ats e avrebbe preferito fare il manager all’Ares o alla Asl 8 di Cagliari anziché andare al Crp. Dalla sua ha il fatto di essere considerato un Dg per tutte le stagioni; resta solo da capire se inciderà il fatto che Temussi ha perso lo sponsor di Lancioni, l’amicizia tra i due si è convertita in inimicizia.

Per la Sanità si fa anche il nome di Silvia Cocco, la funzionaria diventata Dg al Personale in un modo che la Procura di Cagliari ha contestato accusandola di falso in autocertificazioni (sono indagati anche lo stesso Temussi e l’assessora uscente Valeria Satta). Da due settimane la nuova titolare della delega è Andreina Farris, la quale non si opporrebbe al cambio della Dg. Per inciso: proprio alla Farris, in virtù dell’incarico in Giunta, spetta il compito di firmare l’atto che fa decadere i cinque direttori generali ‘pescati’ dall’elenco cassato dal Tribunale l’altro giorno. Questo passaggio è espressamente previsto nel decreto firmato dalla giudice Daniela Coinu il 5 dicembre.

Quanto all’Agricoltura, dove la titolare è diventata la Satta, la stessa assessora sta spingendo perché nel suo nuovo Ufficio di via Pessagno venga mandato Riccardo Porcu, Dg degli Affari generali, l’altra metà della delega che la leghista aveva quando stava al Personale.

Sui Dg, in ogni caso, non si può muovere dito sino a quando Solinas non nomina il segretario generale, nuova figura introdotta in Regione dal centrodestra attraverso la legge 10 sui maxi staff. A questa massima figura amministrativa, di nomina politica, è riservato anche il compito di sovraintendere l’istruttoria per la nomina dei direttori generali. Quindi con la casella vuota, resta tutto fermo.

Sino a ottobre l’incarico lo svolgeva, gratuitamente, l’ex presidente della Seconda sezione del Tar, Francesco Scano, costretto per legge ad andare via dopo un anno perché pensionato. Per sostituire Scano si sta facendo il nome di Gabriella Massidda, la Dg dei Trasporti. Ma in queste ore rimbalza anche l’ipotesi di Marcella Marchioni, direttrice generale della Programmazione e del Bilancio, considerata anche lei una delle migliori dirigenti della Regione. Il nome della Marchioni sta circolando perché, a parità di bravura, non deve andare in pensione a giugno, come invece farà la Massidda. Vuol dire che Solinas, tra sei mesi, non si troverebbe nella situazione di dover cercare un altro segretario generale per mezzo anno.

A Natale mancano sedici giorni. Chissà se il governatore farà trovare sotto l’albero del centrodestra la riorganizzazione degli uffici. L’alternativa è una sola: Regione paralizzata sino a dopo la Befana.

Alessandra Carta

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