Covid-19, nuova ordinanza di Solinas: ‘Test ai turisti e sempre la mascherina’

Alla fine, con due giorni di ritardo sulla data di pubblicazione inizialmente annunciata, la nuova ordinanza del presidente Christian Solinas è arrivata. Il documento non riserva sorprese rispetto a quanto già si sapeva da mercoledì: chiunque entri in Sardegna – per turismo o motivi di lavoro – ha l’obbligo di presentarsi agli imbarchi con il test di negatività alla mano o deve farlo entro quarantotto ore dall’ingresso. E ancora: quando non si riesce a mantenere il distanziamento di un metro, bisogna indossare la mascherina. Sia al chiuso che all’aperto.

Dunque non ci sono colpi di scena nell’ordinanza che l’Ufficio stampa della Regione ha diffuso ieri alle 21,40. Il titolo è lungo: “Ulteriori misure straordinarie urgenti di contrasto e prevenzione della diffusione epidemiologica da Covid-19 nel territorio regionale della Sardegna”. La premessa dice tutto: “Rilevato che la curva di contagio si è alzata nei primi giorni del mese di agosto”, ecco la necessità di innalzare nuovamente i livelli di controllo, partendo proprio da chi arriva dalla Penisola.

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La Regione lascia libera la scelta del test col quale ogni singola persona può dimostrare di non avere il coronavirus. Alla partenza, da porti e aeroporti, o entro due giorni dall’arrivo, ci si può sottopporre al test sierologico o al molecolare, ovvero il tampone. Da qui tutta una serie di imposizioni scritte al primo comma dell’articolo 10 e rivolte anche alle società di gestione degli aeroporti e alle compagnie di navigazione che hanno due giorni di tempo per organizzarsi. A partire da lunedì 14 settembre, hanno l’obbligo di controllare la documentazione sanitaria di tutti i passeggetti o devono comunicare tempestivamente alla Regione i dati anagrafici di quanti arrivano nell’Isola senza il test di negatività. In questo caso bisogna rispettare l’isolamento domiciliare sino a quando non si fa l’esame.

L’altro tassello su cui poggia la catena dei controlli sono le aziende sanitarie locali che vanno subito contattate per ottenere l’autorizzare a fare i controlli anti-Covid negli ospedali dell’Isola o nei laboratori privati autorizzati dalla stessa Regione (articolo 10, comma 2). In ogni caso, nessuno può sbarcare in Sardegna se alla partenza viene rilevata una temperatura corporea superiore ai 37,5 gradi (articolo 2). Dalla precedenza ordinanza estiva resta in vigore l’obbligo della registrazione sul sito della Regione o attraverso la app ‘Sardegna sicura’: si tratta dell’autocerficazione che Solinas aveva voluto a luglio al post del test di negatività, ma il cui fallimento è sotto gli occhi di tutti, vista l’impennata dei contagi. La misura resta però non viene cancellata perché una sua soppressione in piedi perché una cancellazione equivarrebbe a sconfessare la politica del governatore. Tuttavia il ‘censimento’ su base volontaria non avrà più valore sanitario, ma rimane attivo “al solo fine di monitorare gli ingressi e le permanenze sul territorio regionale”.

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La nuova ordinanza si compone di quindici articoli (clicca qui per consultare il dispositivo completo). Il tredicesimo è dedicato all’uso obbligatorio delle mascherine, giorno e notte, se non si può rispettare il distanziamento di un metro. E ciò vale sia dentro un locale che all’aperto. “Non sono soggetto a tale obbligo i bambini al di sotto dei sei anni e i soggetti con forme di disdabilità”, è scritto ancora nel dispositivo. Che “salvo ulteriori disposizioni, è valida sino al 7 ottobre”. Poi si vedrà come andranno i contagi. (al. car.)

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