Comunali 2021, da Olbia a Carbonia: la lezione delle urne

Settimo Nizzi trasforma Olbia nella roccaforte intramontabile di Forza Italia che arriva al 27,87 per cento, roba che Silvio Berlusconi non vedeva dai primi anni Duemila; a Carbonia il dem Pietro Morittu preferisce il Psd’Az travestito da lista civica all’alleanza con la sinistra e il cartello elettorale dei Quattro Mori diventa il primo partito della città. A Capoterra gli elettori bocciano la sfida del Pd contro la nomenklatura locale. Nuove lezioni politiche arrivano anche dalle urne dei più importanti centri sotto i 15mila abitanti andati al voto domenica e lunedì: su tutti Villacidro, Elmas e Serramanna.

OLBIA. Settimo Nizzi è da ieri notte il sindaco riconfermato del capoluogo gallurese. Il medico ortopedico ha battuto il biologo Augusto Navone chiudendo la sfida delle urne al 52,08 per cento, ultimo atto di una campagna elettorale in cui gli avversari di Nizzi hanno messo in mezzo persino la vita privata del primo cittadino uscente. Ma la città non l’hanno conquistata: Nizzi resta nel Palazzo di Corso Umberto per altri cinque anni.

I RISULTATI. A Olbia per provare a battere Nizzi il Pd ha riproposto un’alleanza pseudo civica simile a quella che nel 2011 segnò la sconfitta del medico ortopedico: i democratici puntarono sull’allora sindaco uscente di Forza Italia, Gianni Giovannelli, scelto anni prima da Nizzi, e vinsero la partita elettorale insieme ad altri pezzi di centrodestra. Stavolta, invece, il piano dei dem con Navone candidato non ha funzionato. A Olbia il Pd (13,42%) si è presentato alle urne con i Cinque Stelle (4,67%) ed ex alleati di Nizzi raccolti soprattutto nella civica Liberi (9,43%). Ma Navone si è fermato al 47,92 per cento, malgrado lo slogan elettorale “Andiamo a vincere”.

CARBONIA. Nell’ex capoluogo del Sulcis Pietro Morittu mette fine all’esperienza dei Cinque Stelle che nel 2016 avevano vinto con Paola Massidda (a questo giro non si è ripresentata alle urne). La vittoria di Morittu è stata nettissimo: ha raccolto il 65,75 per cento ma spaccando il centrosinistra. Il nuovo sindaco democratico ha infatti preferito allearsi col Psd’Az e l’Udc anziché restare nel perimetro di centrosinistra che alle urne era rappresentato dall’ex consigliere regionale di Articolo1, Luca Pizzuto. I Quattro Mori sono confluiti nella civica ‘Carbonia Avanti’ fondata dal consigliere regionale Fabio Usai e che è diventata la prima forza politica della città, col 19,13 per cento. Il Pd è solo secondo, al 14,08. Il nuovo primo cittadino, in ogni caso, ha potuto misurare il proprio gradimento con la sua personale lista, ‘Pietro Morittu sindaco’ che ha chiuso al 12,87 per cento. Pizzuto ha raccolto il 21,31 per cento, un consenso che a Morittu e al Pd avrebbe permesso di mantenere unito la tradizionale coalizione dell’ex Ulivo. Ma a Carbonia, dove la maggioranza dem fa riferimento al gruppo di Antonello Cabras, sono state fatte scelte diverse.

UNICO BALLOTTAGGIO. Capoterra è l’unico Comune che torna al voto il 24 e 25 ottobre. La sfida è tra Beniamino Piga e Beniamino Garau: il primo è il candidato voluto dal sindaco uscente Francesco Dessì, un dem pentito; l’altro è espressione di Psd’Az, Lega e Sardegna 20venti. Piga ha raccolto il 40,64, mentre Garau il 28,87. Le prossime due settimane saranno determinanti per rifare le alleanze. I candidati in corsa erano cinque. Gli altri tre sono: Gianluigi Marras, sostenuto da Fdi, riformatori e Forza Italia, che ha preso il 17,75 per cento; Efisio Demuru, il dem che ha sfidato la nomenklatura locale, arrivato al 10,36; il socialista Attilio Congiu che ha chiuso al 2,39. La vittoria del prossimo sindaco passerà dalla capacità dei partiti di digerire i veleni, visto che le divisioni hanno riguardato entrambi gli schieramenti.

ELMAS E SERRAMANNA. Nel Comune dell’aeroporto le Comunali di domenica e lunedì hanno portato a uno storico traguardo: la consigliera regionale Maria Laura Orrù è la nuova sindaca, prima di lei nessuna donna era riuscita a conquistare l’ingresso in Municipio. La Orrù si è imposta su altri due candidati con una coalizione che ha compattato quasi totalmente il centrosinistra ed è stata allargata agli M5s. L’unico non allineato, Giuseppe Argiolas, democratico di area Fadda che ha preferito correre con pezzi di Forza Italia ma ha perso. Sempre di area Fadda è l’ex consigliere regionale Gigi Piano che a Serramanna è stato battuto dal manager di Sardex, Gabriele Littera. La sfida era a tre: Littera ha vinto col 52,82 per cento.

VILLACIDRO. Anche nell’ex capoluogo del Medio Campidano non sono stati rispettati gli schieramenti tradizionali: il nuovo sindaco Federico Sollai ha pescato alleati nel centrodestra. Sollai ha vinto col 68,27 per cento lasciando alla prima cittadina uscente, Marta Cabriolu, appena il 17,38 per cento. Il terzo candidato era Antonio Muscas, portabandiera della sinistra, che ha chiuso al 14,34. (al. car.)

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