A Cagliari il Festival “Smart Cityness”: l’innovazione si innesta nei territori

A Cagliari è tempo di “Smart Cityness”: il festival dell’innovazione nei territori e della collaborazione locale, giunto ormai alla quarta edizione: il 16 e il 17 settembre, sabato e domenica, ci saranno laboratori, incontri e dibattiti tematici. La manifestazione, organizzata dall’associazione Urban Center, ha l’obiettivo di promuovere i progetti e le sperimentazioni virtuose attraverso momenti di incontro e di interazione tra diversi attori e comparti con lo scopo di generare sviluppo locale. “Un festival rivolto ai cittadini, per le imprese, per il no profit e per le istituzioni, insomma un festival per tutti, in grado di generare sviluppo economico per i territori, che mette in comunicazione realtà e settori che troppo spesso non si incontrano”, così Stefano Gregorini, project manager del festival, ha raccontato durante la conferenza stampa.

L’edizione 2017 segue la linea tracciata nelle scorse edizioni caratterizzate dalla connessione tra i momenti laboratoriali e conferenziali, mettendo al centro l’area dell’espositiva dove circa venti realtà sarde esporranno le loro innovazioni. Uno spazio fondamentale per il festival che favorisce l’integrazione tra gli attori e crea contaminazioni. Anche questa edizione si svolgerà nel centro storico della città di Cagliari nel quartiere Castello, al Centro Culturale Il Ghetto, in via Santa Croce 18, a Cagliari.

Tre saranno i temi che verranno di attualità che verranno trattati durante le conferenze. Sabato 16 settembre, si parlerà di innovazione sociale e di cooperazione intelligente. “Mediterraneo: cooperazione tra territori, innovazione e trasformazione dello spazio”, questo il titolo della conferenza, che vuole essere un laboratorio di osservazione di buone pratiche provenienti da tutte le sponde del mediterraneo. Tra gli ospiti Gabriel Tzeggai dell’Archivio Memorie Migranti, parte del nucleo operativo che ha portato alla memoria del Museo delle Migrazioni di Lampedusa. In contemporanea con l’ultimo giorno di chiusura della pedonalizzazione di via Roma, domenica si parlerà di mobilità e di come sta cambiando il modo di muoversi in Sardegna, della sharing mobility, della mobilità elettrica e di quella mare. Sempre domenica si tratterà un altro tema caro ad Urban Center, la rigenerazione degli spazi e la conferenza “Luoghi ritrovati: comunità, rigenerazione, sviluppo”. Si guarderà alle migliori esperienze locali e nazionali che siano in grado di testimoniare come la rinascita dei luoghi rappresenti l’attivazione della comunità, la creazione di forme di inclusione sociale, in risposta a bisogni del territorio, diventando così generatori di vita sociale, culturale ed economica. Tra gli ospiti l’ideatore e fondatore dell’ExFadda Roberto Covolo ed il professore di Economia della Creatività all’Università e Accademia dell’Arte di Utrecht Giep Hagoort. Stefano Gregorini ha sottolineato: “Urban Center è stata sempre stata attenta a questi temi, e con il progetto hOMe, che proprio in queste ore viene portato avanti nei locali di viale Elmas, del partner FinSardegna, artisti, creativi e artigiani lavorano fianco a fianco in un ex capannone industriale, rivitalizzato per creare le installazioni artistiche e le opere che comporranno la mostra d’arte che verrà allestita all’interno della due giorni di Smart Cityness».

I meeting ed i laboratori

All’interno della programmazione di Smart Cityness ci sarà anche spazio per due momenti di presentazione al pubblico di due importanti realtà, che metteranno in mostra i risultati ottenuti nel corso del tempo durante la prima mattinata del festival. Il CRS4 esporrà i progetti di ricerca sullo studio, lo sviluppo e l’applicazione di soluzioni innovative a problemi provenienti da ambienti naturali, sociali e industriali. Seguirà la presentazione della Open and Agile Smart Cities, rete internazionale nata grazie alla collaborazione tra le diverse smart cities in tutto il mondo.

Tre saranno i laboratori che caratterizzeranno l’edizione 2017 e che coinvolgeranno gli attori locali e cittadini. Quality Find curerà il laboratorio di ICT, tradizioni agroalimentari e potenzialità territoriali, che avrà come obiettivo quello di fornire ai partecipanti una panoramica sulle potenzialità dell’agroalimentare tradizionale in Sardegna. Carlo Zucca, ideatore di Quality Find ha detto: “Una panoramica sulle potenzialità dell’agroalimentare tradizionale in Sardegna, con l’introduzione dei riconoscimenti che ruotano attorno alla tradizione agroalimentare, per poi passare agli strumenti disponibili per tutelare e promuovere le produzioni”.

In parallelo si avvierà l’ultima fase del percorso del FabLab Cagliari con il progetto Laboratorio Condiviso: all’interno di Smart Cityness, dove si getteranno le basi per un ponte tra innovazione e tradizione grazie ai laboratori di artigianato e fabbricazione digitale dedicati all’oreficeria, alla ceramica e alla stampa 3D. L’ultimo sarà il Laboratori del saper fare che avrà l’obiettivo di promuovere la conoscenza delle tecniche e dei saperi con due laboratori proposti. Il primo a cura di Chirritza, propone un percorso di ecodesign per la realizzazione di un mini orto-giardino di lana cruda di pecora sarda, e il laboratorio di pasta fresca a km0, curato dall’associazione Terre Colte.

La chiusura di ogni serata del festival sarà all’insegna della convivialità, con l’opportunità di creare nuovi momenti di confronto e scambio di idee tra pubblico, partecipanti ai laboratori, espositori e relatori delle conferenze, accompagnati dai sapori del nostro territorio, dalla musica di giovani promesse locali, dalle proiezioni dei cortometraggi di autori locali selezionati dalla Sardegna Film Commission e Skepto e da un’anteprima della XII edizione del Signal Festivalsulla terrazza del Ghetto degli Ebrei, con il suggestivo sfondo notturno del panorama della città di Cagliari.

Alessandro Ligas

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