Nieddu diceva: ‘No ai test bolognesi’. Invece c’è la fattura da 122mila euro

Mario Nieddu non l’ha raccontata giusta per un’altra volta ancora. Il nuovo scivolone dell’assessore alla Sanità riguarda sempre i test rapidi per il coronavirus, su cui l’esponente leghista era partito lancia in resta il 17 marzo, annunciando l’acquisto di 5mila kit dalla ‘Tema ricerca’ di Castenaso, nel Bolognese. Poi la marcia indietro cinque giorni dopo, il 22 marzo: “Abbiamo rivisto la strategia – aveva annunciato sempre a L’Unione Sarda – perché l’Istituto superiore di sanità sostiene che quei test hanno poca attendibilità”. Invece adesso spunta una delibera, fresca fresca: è di oggi. Prova che i kit della ‘Tema ricerca’ sono stati comprati. Ma non più 5mila pezzi, bensì 12.500. Che sono 500 confezioni da 25 test ciascuna. Ogni kit costa 200 euro (Iva esclusa). Nel mezzo molto altro, successo ieri e che raccontiamo in questo articolo.

Dunque l’assessore Nieddu continua a prendersela con ‘certa stampa’, colpevole di non rappresentare correttamente la realtà, e poi si scopre che le versioni le cambia lo stesso assessore. Ormai è una telenovela. Senza fine. La nuova puntata è scritta nella determinazione dirigenziale numero 1630, approvata stamane dall’Ats, la Asl unica su cui l’assessorato alla Sanità ha la super visione. Dal documento (qui la versione integrale) risulta che oggi è stata ordinata “una fornitura di test rapidi Covid-19′. Oggi, ripetiamo, Non il 17, come aveva detto Nieddu, smentito di brutto sabato 21 dalla legale rappresentante della srl che in una nota aveva detto due cose. “Alla nostra società non è arrivato alcun ordine“, fu la prima annotazione, e in secondo luogo “ci riserviamo di intraprendere iniziative a tutela della nostra immagine e per ottenere il risarcimento dei danni”.

Ieri a Videolina l’assessore ha detto che con ‘Tema ricerca’ il caso era chiuso, “la società, semplicemente, non si è ritrovata l’ordine che abbiamo fatto”. Una bugia. L’ordine è di oggi, non di ieri. E nemmeno del 17, di conseguenza. Non solo: dalla delibera dell’Ats risulta che la società di Castenaso ha fatto un’offerta solo ieri. E ciò potrebbe essere avvenuto su richiesta della stessa Ats, del resto la causa civile paventata sabato 21 dalla stessa ‘Tema ricerca’ non era cosa da poco. Da Castenaso si sono riservati di avanzare anche una richiesta di risarcimento danno, viste le parole di Nieddu “sulla poca attendibilità dei test”.

A questo punto i test rapidi acquistati salgono a 32.500, includendo i 20mila annunciati ieri dal presidente Christian Solinas nella videoconferenza serale. Il governatore ha parlato di “test che andranno a coprire innanzitutto il fabbisogno ospedaliero, visto che li faremo a tutti i 15mila dipendenti della sanità sarda. I restanti 5mila verranno utilizzati nelle case di riposo”. Un annuncio, quello di Solinas, che ha sconfessato la strategia di Nieddu sulla non attendibilità di questi esami, perché “non sono di tipo molecolare, ma si basano sugli anticorpi”, aveva detto l’esponente leghista. Poi, a ben vedere, anche l’assessore ha fatto in tempo a convertirsi. I primi 20mila test li ha comprati l’azienda Brotzu, spendendo 200mila euro (qui la delibera). La fornitura è stata richiesta alla Alpha Pharma service, srl di Bitonto, nel Barese.

Alle 20,15, nel corso della videconferenza quotidiana che da lunedì sta organizzando  la Giunta, un giornalista ha chiesto all’assessore se “confermasse o meno l’esistenza della delibera sui 500 kit acquistati alla ‘Tema ricerca'”. Nieddu ha risposto: “Confermo”.

Alessandra Carta
(@alessacart on Twitter)

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