Quando verrà definita la sede del Registro regionale dei tumori, a che punto è l’iter con il Garante della Privacy, quando sarà costituito il Comitato di coordinamento, quali professionalità ne faranno parte e quando si inizierà a lavorare realmente dopo l’approvazione del regolamento da parte del Consiglio regionale: sono le cinque domande che il Comitato pro registro tumori “Sa Luxi” rivolgono all’assessore alla Sanità, Luigi Arru.
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“Uno strumento di prevenzione delle malattie e di programmazione sanitaria come il registro è ancora fermo al palo”, hanno dichiarato stamattina durante una conferenza stampa i portavoce del comitato, Ambrogio Trudu e Giancarlo Nonis. “Da quattro anni la legge impone la realizzazione dei registri di patologia – hanno ricordato – ma la Sardegna, oltre a istituirne uno per legge regionale, non ha fatto nulla”. Quattro anni di vuoto, dunque, “nei quali i malati non hanno ancora avuto la possibilità di sapere se le terapie a cui sono sottoposti sono realmente le migliori, come emergerebbe da un registro di patologia”. La strada del Comitato Sa Luxi è stata ricordata con la proiezione di un video nel quale il presidente del Comitato, Carlo Masu, scomparso a settembre 2015, era pronto a qualsiasi cosa pur di raggiungere il pieno funzionamento del registro.
A settembre Arru ha chiesto al Comitato di ricevere per iscritto le domande sullo stato dei lavori. “Da allora non ci sono stati reali progressi”, hanno detto oggi Trudu e Nonis. “Quello della riservatezza dei dati personali è un falso problema creato ad arte – hanno concluso – dal 2012 è infatti possibile utilizzare i dati sensibili per le ricerche scientifiche epidemiologiche con un’autorizzazione generale dell’Autorità Garante”.