La Sardegna avrà il registro dei tumori. L’annuncio dell’assessore Arru

Il Registro regionale dei tumori si farà o, almeno, la volontà di realizzarlo sembra non mancare. A dare l’annuncio è l’assessore alla Sanità Luigi Arru, insieme al direttore del registro tumori di Nuoro, Mario Usala, e al padre di quello di Sassari, Mario Budroni. Sul tavolo, l’assessore mette la delibera di giunta (ancora in bianco) per l’approvazione di quello che definisce “uno strumento di programmazione sanitaria decisivo”. E il regolamento del Registro (che non ha ancora ricevuto il via libera definitivo dal garante della privacy) destinato al Consiglio regionale. Questo lo schema di funzionamento: “Adotteremo un modello di tipo federato”, spiega Arru. In pratica, il nuovo registro della Sardegna meridionale costituirà il registro regionale insieme a quelli di Nuoro e Sassari”, continua l’assessore. In questo modo sarà garantita la completa copertura del territorio regionale. A guidare i lavori dei tre registri sarà un coordinamento regionale incardinato presso un’Asl ancora da scegliere. Insomma, pare che in Regione vogliano fare le cose per bene, anche perché Viale Trento chiederà l’accreditamento Airtum, l’Associazione nazionale Registro tumori riconosciuta dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro.

Tuttavia, l’ottimismo della volontà si scontra con il pessimismo della ragione. Rimangono infatti da chiarire alcuni aspetti di cruciale importanza. Ad esempio, l’assessorato deve ancora decidere la data da cui inizierà il monitoraggio delle condizioni di salute della popolazione, se, cioè, si recupereranno i dati relativi al passato e in che misura. Questione ancora più spinosa, il sistema informatico della sanità “Sisar” non funziona come dovrebbe. A dirlo è la relazione dedicata all’applicativo nel 2014 dalla Corte dei conti, chiara nell’affermare che la parte del sistema informatico relativa all’epidemiologia (che include anche il Registro nominativo delle cause di morte) non risulta installata in tutte le Asl. E laddove è a disposizione del personale sanitario, non sempre viene compilata, anzi. Posto di fronte a precisa domanda, l’assessore non dice che da allora le cose sono cambiate. Ma precisa che le schede di morte – che devono poi essere incrociate con le schede di dimissione ospedaliera e i referti dell’anatomia patologica per una corretta analisi della diffusione dei tumori -esistono anche in formato cartaceo. A precisare che la presenza e l’utilizzo di strutture informatiche è essenziale sia per l’abbattimento dei costi che – soprattutto – per la riduzione dei tempi è, però, Usala del Registro Tumori di Nuoro. Uno, cioè, che conosce alla perfezione il lavoro necessario per realizzare e aggiornare lo strumento.

Intanto, si lavora anche ad altri registri: in modo particolare, a quello sulle patologie neurodegenarative, come la sclerosi multipla (“male tanto diffuso in Sardegna da presentare una prevalenza doppia rispetto alla nazione europea più colpita”, rivela Arru). I tempi però non saranno brevi, visto che occorrerrà il Garante della privacy per approntare il regolamento sul trattamento dei dati personali dei pazienti. A meno che, spiegano dall’assessorato, la presidenza del Consiglio dei ministri non s’impegni a realizzare un unico regolamento per tutti i registri. Da Arru arriva anche la garanzia del suo impegno per l’introduzione della valutazione d’impatto sanitario nell’ambito della valutazione d’impatto ambientale cui vengono sottoposti i progetti relativi a nuovi impianti elettrici, discariche o inceneritori.

Piero Loi

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