Via il presidente Consorzio del Romano: “Il vero mostro è grande distribuzione”

La contro-proposta avanzata dai pastori riuniti a Tramatza prevede anche l’azzeramento, con le dimissioni volontarie ed irrevocabili di tutti i membri dei consigli di amministrazione, dei Consorzi di tutela del Pecorino Romano Dop, del Pecorino Sardo Dop e del Fiore Sardo Dop. E a stretto giro è arrivato l’annuncio: su Facebook il presidente del Consorzio di tutela del Pecorino romano, Salvatore Palitta, ha annunciato le sue dimissioni.

Dimissioni già nell’aria da tempo, però: “Il 22 febbraio scade il mio mandato, ho già provveduto a rassegnare le mie dimissioni in coerenza con il mandato assegnato dal Cda”, ha scritto Palitta che, sentito da Sardinia Post aveva lanciato l’allarme già a gennaio sulla situazione del prezzo del latte. “Dopo aver creato il mostro, individuato la fragilità di una filiera frammentata, la debolezza contrattuale del pastore, la debolezza contrattuale dei trasformatori nel mercato, chi è il vero dominus che nessuno ha il coraggio di pronunciare? La grande distribuzione organizzata con il suo strapotere contrattuale, con le aste al ribasso. Eppure durante la negoziazione con i fornitori devono garantire un’equa ripartizione del reddito in tutta la filiera”, conclude il presidente dimissionario del Consorzio.

I Consorzi di tutela, quello del Pecorino romano soprattutto, sono da tempo nel mirino come corresponsabili della situazione che si è venuta a creare sul prezzo del latte. Nei giorni scorsi l’Antitrust ha aperto un’inchiesta nei confronti del Consorzio per la tutela del formaggio pecorino romano e di 32 imprese di trasformazione che vi aderiscono, tutte con sede in Sardegna. L’obiettivo è verificare se gli organismi abbiano imposto agli allevatori un prezzo di cessione del latte al di sotto dei costi medi di produzione. Ma sugli esiti dell’istruttoria si dovranno aspettare quattro mesi.

Immediate le reazioni. Come quella di Coldiretti: “Ora che si è dimesso il presidente del Consorzio, gli industriali colgano la nuova offerta dei pastori per garantire un prezzo del latte iniziale adeguato ai costi di produzione, con una clausola che assicuri di raggiungere l’obiettivo di un euro in tempi certi”.

Le dimissioni del presidente Palitta, secondo la Coldiretti, “sono positive perché evidenziano il fallimento dell’attuale gestione del Consorzio del Pecorino, che va ripensato con l’ingresso nell’amministrazione dei pastori ai quali vanno assegnate le quote di produzione; importante – segnala l’associazione di categoria -, la nomina di un Prefetto per verificare eventuali errori e violazioni, ma anche per controllare la legalità delle operazioni di ritiro del pecorino da destinare agli indigenti con le risorse pubbliche”.

Per la Coldiretti, “serve un atto di responsabilità degli industriali che sono i diretti beneficiari delle consistenti misure di sostegno per 49 milioni di euro messe in campo da Governo e Regione, senza dimenticare le aperture delle catene distributive impegnate a riconoscere ai fornitori un valore all’acquisto del pecorino in grado di assicurare agli allevatori il prezzo di un euro al litro.

Arriva anche la reazione del ministro dell’Agricoltura, Centinaio: “Aspettiamo di conoscere le motivazioni per cui si è dimesso, noi intanto andiamo avanti con il nostro piano di nominare un Prefetto che guardi quanto è accaduto in tutta la filiera e poi andremo a vedere il lavoro del Consorzio, il cui compito è quello di tutelare e promuovere, ma sono convinto che non ci saranno problemi”.

Mar. Pi.

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