Compagnie low cost pagate dalla Regione: 80 milioni in 4 anni

I soldi sono stati assegnati dal 2010 al 2013. Poi lo stop ai contributi da cui potrebbe dipendere la fuga di Ryanair dalla Sardegna.

Dal 2010 al 2013 la Regione Sardegna ha versato 80,6 milioni nelle casse delle compagnie low cost. I soldi, materialmente, li hanno erogati le società che gestiscono gli scali di Cagliari (Sogaer), Olbia (Geasar) e Alghero (Sogael), dopo averli ottenuti attraverso l’articolo 3 della legge 10/2010. Ovvero, “incentivi a supporto della destagionalizzazione”. Ugo Cappellacci era il governatore.

È questa la cornice nella quale va inserita la grande querelle di Ryanair, la compagnia irlandese che si è detta pronta a lasciare l’Isola. E alla base del possibile addio ci sarebbe proprio lo stop ai finanziamenti deciso nel 2014 dalla giunta di Francesco Pigliaru. Per due ragioni: “La legge 10 – spiegano dall’assessorato ai Trasporti – aveva validità quadriennale, con scadenza nel 2013 appunto”. Il secondo motivo è che “su quegli 80,6 milioni la Commissione europea ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia”. Per Bruxelles si tratta di aiuti di Stato. E come tali da considerarsi illegittimi.

Che le compagnie low cost prendano soldi pubblici, è il classico segreto di Pulcinella. Eppure quegli 80,6 milioni così centrali nella vicenda sarda di Ryanair, nessuno li menziona. Né la compagnia irlandese, che per la sua quota parte ne ha beneficiato, né lo stesso assessore Massimo Deiana, il quale, genericamente, ha parlato di “regole nazionali ed europee da rispettare”, riferendosi alla procedura d’infrazione.

Proprio stando al documento Ue firmato il 23 gennaio 2013 dall’ex commissario Joaquín Almunia, (qui il testo completo), Ryanair è una delle compagnie “oggetto di compensazione da parte della Regione”, si legge nella Tabella 1 a pagina 8. Così insieme ad Air Italy (il ramo lombardo di Meridiana), Air Berlin ed easyJet.

Nel dettaglio della ripartizione finanziaria, come incentivi per la destagionalizzazione, la Sogaer (Cagliari) ha incassato 5 milioni nel 2010; 4.777.320,33 euro nel 2011; 8.405.080,23 nel 2012; 9.261.925,37 nel 2013. Questi, invece, i numeri di Alghero (Sogael): 9.960.000 euro nel 2010; 10.559.913 nel 2011; 9.094.919,77 nel 2012; 8.029.737,87 nel 2013.  Olbia (Geasar), infine: 4 milioni nel 2010; 3.057.654 nel 2011; 4 milioni nel 2012; 4.028.336,76 euro nel 2013.

I dati sono riportati nella tabella 2 della procedura d’infrazione (pagina 9), da cui risulta che il grosso delle risorse, pari al 46,6 per cento, lo ha preso lo scalo di Alghero, per un importo totale di 37.644.570,64. L’aeroporto di Cagliari ha prima incassato e poi distribuito 27.444.325,93 di incentivi per la destagionalizzazione (34 per cento). A Olbia sono andati in tutto 15.265.990,76, pari al 18,9 per cento. Figurano pure 300mila euro per lo scalo di Fenosu a Oristano.

Deiana non prende nemmeno in considerazione l’ipotesi di una nuova legge 10, per proseguire col finanziamento delle low cost. Ciò vuol dire margini nulli di trattativa con Ryanair, almeno sul fronte economico. “A norme vigenti – dice l’assessore – nessun soggetto pubblico, se non commettendo un illecito, può dare incentivi alle compagnie sotto forma di contributi per la destagionalizzazione. Non a caso, a noi risulta che in nessun altro Paese Ue siano previste sovvenzioni. Questo vuol dire che la Regione Sardegna farà di tutto, e ci sta lavorando, per continuare ad aumentare il traffico aereo. Ma ciò avverrà nel pieno rispetto delle regole nazionali e comunitarie. La posta in gioco non riguarda il destino commerciale di una singola compagnia, ma il potenziamento dell’offerta aerea regionale, una sfida sulla quale siamo tutti chiamati a partecipare. E per questo tutti dobbiamo concorrere al risultato”.

Alessandra Carta
(@alessacart on Twitter)

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