Tamponi per chi arriva in Sardegna. Consiglio di Stato: “Un obbligo utile”

Chi arriva in Sardegna ha l’obbligo di esibire l’esito del tampone molecolare. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che ha respinto un’istanza cauelare presentata contro l’ordinanza del presidente Christian Solinas, in vigore da lunedì scorso, in accordo con il Governo di Mario Draghi. Il verdetto del massimo organo della giustizia amministrativa, emesso attraverso un decreto, è stato rilanciato dall’Agenzia Dire.

Il provvedimento del Consiglio di Stato conferma la decisione del Tar che ugualmente ha respinto il ricorso nein giorni scorsi. I giudici di Palazzo Spada (nella foto) ribadiscono “la non invasività” del tampone molecolare e il “beneficio” che portano al controllo del Covid in Sardegna. “Considerato che, nella fattispecie, il decreto presidenziale appellato bene sottolinea la mancanza di irreparabilità e di gravità del danno lamentato”, si legge nel decreto.

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Il ricorrente si è opposto all’ordinanza sostenendo che imporre l’obbligo del tampone è una misura “invasiva” e “pericolosa“. I giudici amministrativi hanno invece stabilito che i controlli sono necessari, perché passato un anno dall’inizio della pandemia il virus è ancora una minaccia, ciò che giustifica l’uso dei tamponi per accertare la positività o meno al virus.

“Ritenuto, in questa fase di delibazione sommaria, che il carattere di invasività e pericolosità di misure precauzionali,  quali il tampone molecolare, è smentito dalla circostanza pacifica che non sono emerse, dopo circa dodici mesi dall’esplosione pandemica e dalla somministrazione di milioni di tamponi sia molecolari che antigenici, evidenze scientifiche tali da superare, a fronte del possibile limitato disagio di chi si sottopone alla misura precauzionale, il beneficio evidente e prioritario per la salute pubblica, la misura regionale contestata appare coerente con gli obiettivi primari di precauzione che le autorità statali e regionali sono obbligate a perseguire”.

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Il ricorso era stato presentato dagli avvocati Francesco Scifo e Linda Corrias a nome dei ‘Giuristi per la legalità‘ che già nei mesi scorsi avevano espresso preoccupazione per la corsa collettiva al vaccino. Quindi il 7 marzo si sono rivolti che ha immediatamento bocciato l’istanza, come confermato oggi dal Consiglio di Stato.

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