Sgominata la gang degli assalti ai furgoni: nella notte 23 arresti

È la gang degli assalti ai furgoni portavalori. Una banda che, a partire dal 2006, ha messo in atto rapine in varie parti dell’Isola e nel resto d’Italia. Tra queste, anche quella che avvenne nel 2013 a Nuoro: il bottino fu di sei milioni di euro.

In Procura a Cagliari è in corso una conferenza stampa, convocata alla Direzione distrettuale antimafia di Cagliari. Ecco i primi nomi degli arrestati: i cugini Luca e Sergio Arzu e Angelo Lostia. I tre sono stati fermati a Pavia, dopo aver lasciato l’Isola a bordo di una nave. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, erano pronti per nuovo colpo, dopo aver messo a segno l’assalto milionario al caveau della Vigilanza Sardegna a Nuoro del 2013, quello al portavalori di Bonorva dello scorso anno lungo la Statale 131 e anche l’attacco fallito a Barbusi, nel Sulcis. In manette è finito pure il vice sindaco di Villagrande Strisaili, Giovanni Olianas.

Nel corso delle perquisizioni che hanno accompagnato gli arresti, sono stati recuperati 70 mila euro, due
scanner per intercettare le comunicazioni delle forze dell’ordine e ancora dispositivi elettronici per rubare auto. Trovata pure una motosega che sarebbe stata usata per tagliare i portelloni di un blindato portavalori. I fermi Gli arresti sono avvenuti in vari centri dell’isola: dal Cagliaritano al Nuorese, dall’Ogliastra alla provincia di Sassari. Il tutto in una serie di blitz messi in atto dagli uomini della polizia e della Guardia di Finanza.

L’accusa è di associazione a delinquere. A essa di aggiungono le accuse specifiche per i numerosi reati contestati. Tra cui traffico di droga e nel riciclaggio di denaro e favorivano la latitanza dei ricercati.

La Dda emerge anche un altro particolare: per organizzare gli assati, si svolgevano all’interno degli ovili sparsi nelle campagne del Nuorese. Il blitz di oggi ha preso di mira quello che secondo investigatori e inquirenti è il ‘sancta sanctorum‘ del crimine sardo: in particolare i provvedimenti emessi dalla Dda di Cagliari vanno a colpire la famiglia degli Olianas che, sempre secondo le indagini, da anni si spartirebbe e gestirebbe gli affari criminali sull’isola. Nel corso dell’indagine, gli investigatori sono riusciti a documentare la progettazione degli assalti, i sopralluoghi, il furto delle auto per compiere i colpi, il reperimento delle armi e, appunto, le riunioni negli ovili.

I particolari dell’operazione saranno raccontati in mattinata nel corso di una conferenza stampa. Dalle prime notizie emerge che si è davanti a una sorta di organizzazione paramilitare che organizzava i colpi in modo scientifico e che disponeva di armi da guerra.

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