Screening Ogliastra, Pd: ‘Dati nascosti’. Ats: “Test cinesi sì, ma di altra marca”

“Il commissario dell’Ats, Massimo Temussi, parla di uno screening perfettamente riuscito ma, dopo aver congelato il bilancio per motivi di privacy, annuncia l’adozione di un nuovo protocollo da utilizzare nelle successive tappe della campagna ‘Sardi e sicuri‘”. Così si legge in una nota stampa diffusa dal gruppo del Pd in Consiglio regionale all’indomani dei tamponi a tappetto nella provincia di Tortolì-Lanusei. Come noto, l’Ogliastra, la più piccola zona geografica dell’Isola, ha fatto da apripista al Piano Crisanti, ovvero l’accertamento della positività (o meno) sul maggior numero dei residenti. Un monitoraggio da estendere a tutta la Sardegna, ma che adesso sembra debba entrare in officina. Per questo il Pd chiede lumi, attraverso un’interrogazione inviata ai giornali a corredo del comunicato stampa e con primo firmatario Salvatore Corrias, onorevole e sindaco del Comune ogliastrino di Baunei.

Lo screening di massa è cominciato il 4 e 5 gennaio. Era la fase 1. L’11 e 12 gennaio il secondo tampone rapido, fatto sempre su base volontaria. Ma il giorno successivo, il 13, è scoppiato il caso dei test cinese VivaDiag, prodotti dalla VivaChek, casa madre cinese con sede a Hangzhou. La Francia li ha messi al bando, la Regione Veneto, a ruota, ha ordinato la sospensione dell’importazione e dell’utilizzo. Come raccontato da Sardinia Post e ribadito nell’interrogazione di Corrias, “i test usati in Ogliastra sono, per stessa dichiarazione del presidente Christian Solinas e del professor Andrea Crisanti, quelli di tipo cromatografico e a immunofluorescenza”. Cioè quelli che l’Agenzia del farmaco del Paese transalpino ha definito “inattendibili”.

Anche in Ogliastra si sarebbe registrato un alto numero di falsi positivi. Di qui l’intenzione di Temussi di rivedere il piano d’azione. Sia chiaro: Regione e Ats sono incolpevoli. L’efficacia (o meno) di un test non è certo una scelta politica. Ma il Pd, “proprio perché siamo all’inizio dello screening e si possono apportare tutti i correttivi del caso, è necessario fare chiarezza sui dati ogliastrini e sulla reale efficacia dell’intervento. Non fosse altro – prosegue Corrias – che si stanno usando soldi pubblici”. E infatti l’intera opposizione – con Pd, Progressisti e M5s – ha firmato l’interrogazione.

Per Corrias, se l’Ats ha deciso di “non diffondere gli esiti dello screening in Ogliastra”, è la prova che qualcosa sia andato storto. Dall’Azienda si sono limitati a mandare una nota nella quale riportano una dichiarazione rilasciata alla stessa Ats dalla ditta venditrice. “Relativamente ai test rapidi per la ricerca qualitativa dell’antigene specifico del virus Sars-Cov-2 – si legge – non abbiamo fornito alcun prodotto VivaDiag a lettura ottica, ma il Joysbio test antigene Sars-Cov-2 rapid kit test”. Temussi ha poi detto: “Riteniamo che l’informazione corretta sia fondamentale, soprattutto in un momento così delicato. Fake news e notizie fuorvianti creano solo allarmismo e scetticismo tra i cittadini, rischiando di compromettere il lavoro che si sta facendo sui territori in un momento in cui non possiamo abbassare la guardia nei confronti della pandemia”.

Il Joysbio è ugualmente un tampone rapido di fabbricazione cinese, nella città di Tianjin. Tuttavia, stando a un allegato online sul sito dell’Ats e che riporta come oggetto “Prospetto di aggiudicazione”, risulta che Ats e Regione hanno acquistato pure i VivaDiag (clicca qui per consultare il documento, i dati sardi sono nel terzo foglio Excel). A meno di un errore nello stesso allegato.

Anche su questo il Pd, attraverso l’interrogazione di Corrias, chiede chiarezza. Quindi, rivolgendosi a Temussi, il consigliere regionale invita il commissario dell’Ats a “inviare al Partito democratico la documentazione sul tipo di test usato per le due diverse fasi dello screening, nonché come l’Ats intenda procedere nel resto della Sardegna. Finora – osserva Corrias – prima sono stati fatti i test cromatografico e successivamente quelli a immunofluorescenza. Ci saranno variazioni? si interroga Corrias che sollecita una risposta anche sulle modalità con cui “l’Ats ha proceduto per verificare l’attendibilità dei falsi negativi, non solo dei falsi positivi”.

L’esponente del Pd torna poi sulla decisione di Temussi di non diffondere gli esiti della fase 2 dello screening in Ogliastra. “Quale privacy debba essere rispettata – prosegue Corrias – non lo si comprende. Non si chiedono certo i nomi degli infetti, ma, considerato lo sforzo che tutte le amministrazioni del territorio hanno sostenuto e la grande disponibilità che la popolazione ha manifestato, non appare una richiesta peregrina poter disporre di almeno un report coi numeri corretti. Poi, se davvero lo screening è perfettamente riuscito, perché allora adottare un nuovo protocollo?”.

Corrias, infine, chiama in causa all’assessore alla Sanità, Mario Nieddu: “Vorremmo che ci fornisse alcune informazioni sul nuovo protocollo da mettere in pratica negli altri territori, nonché sui costi complessivi. Questo per via del fatto che il presidente Solinas e il commissario Temussi hanno finora fornito importi discordanti”. Nel conto totale “vanno inclusi le spese di vitto e alloggio sostenute per il personale impiegato, ma di cui non si conosce l’entità. È ugualmente importante rassicurare i Comuni circa i rimborsi dei costi sostenuti per preparare la campagna ‘Sardi e sicuri'”. (al. car.)

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