‘Padre’ dello screening sardo ammette: “Alcune varianti sfuggono a test rapidi”

“Ci sono delle varianti totalmente invisibili ai test rapidi“. Lo ha detto a Sky Tg24 il ‘padre’ dello screening in SArdegna, il virologo Andrea Crisanti che per conto di Regione e Ats coordina i controlli a tappeto che si stanno facendo nell’Isola, seppure col molta lentezza e non piena partecipazione da parte dei cittadini.

Crisanti parla di “problema serissimo che si pone”, malgrado l’Ats guidata dal commissario Massimo Temussi continua a tacere sui problemi intorno allo screening. Meglio: intorno alla ‘debolezza’ dei test rapidi utilizzati. Nel caso della Sardegna si utilizza il VivaDiag che è stato bandido in Francia dall’Agenzia dal farmaco perché considerato inattendibile. Come raccontato l’altro giorno da Sardinia Post, nei controlli di Cagliari sono emersi i falsi positivi. Ma il vero problema sono i falsi negativi, quelli che magari hanno sintoni, fanno il tampone rapido e non risultano infetti. Quindi stanno in mezzo alle altre persone convinti di essere sani, invece contagiano il virus.

Crisanti si è soffermato nello specifico sulle varianti. Nella nostra Isola è presente quella inglese che sta facendo scattare la chiusura di svariate scuole e ha reso necessario il lockdown in tre Comuni: Bono, San Teodoro e La Maddalena. Il virilogo romano, che a Padova coordina il Dopartimento di Microbiologia dell’Università, ha detto ancora sul fatto che certe varianti del Covid sfuggano ai test rapidi: “Occorre intervenire con misure efficaci, perché il virus non lascia spazio a soluzioni creative. Bisogna bloccare la mobilità e vaccinare più persone possibili. In questo momento non ci sono altre opzioni. Mi pare che il Comitato tecnico-scientifico nazionale e il Governo siano in sintesi, per la prima volta mi pare ci sia un approccio pro-attivo”.

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