Il New York Times: “Dalla Sardegna le bombe sganciate sullo Yemen”

“Italian bombs, yemeni deaths” (Bombe italiane, morti nello Yemen). È il titolo del servizio sulle bombe made in Sardinia e impiegate dall’Arabia Saudita nello Yemen che apre l’odierna edizione on line del New York Times.
Sette minuti di video che mostrano ulteriori prove fotografiche dell’utilizzo degli armamenti fabbricati a Domusnovas nella guerra che dall’aprile del 2015 insanguina lo Yemen: da una parte la coalizione saudita, che appoggia il presidente Abd Rabbin Mansur Hadi, deposto con un colpo di stato nel gennaio 2015, dall’altra le milizie Houthi, che in un primo momento sostenevano l’ex presidente Alì Abdullah Saleh, ucciso lo scorso 4 dicembre. Nel mezzo la popolazione civile, vessata dai continui bombardamenti aerei della coalizione saudita, come dimostrato anche dalla recente inchiesta del New York Times, dalla fame e dal colera.

Oltre alle prove fotografiche e alla ricostruzione delle spedizioni di armi partite dalla Sardegna e alle interviste dei parlamentari sardi Roberto Cotti (M5s) e Mauro Pili (Unidos), il servizio del New York Times evidenzia come il business della società Rwm Italia, stabilimenti a Domusnovas, sede legale a Ghedi (provincia di Brescia) e capitale 100% tedesco, sia cresciuto nel corso degli anni, tanto da proiettare l’azienda nel  nel gotha dell’industria militare italiana. Infatti, il valore complessivo delle licenze di esportazione rilasciate ex novo dal Ministero degli Esteri nel 2016 (sono gli ultimi dati disponibili) ammonta  complessivamente a 489,5 milioni di euro per 45 nuove autorizzazioni. Vale a dire 460 milioni di euro in più rispetto al 2015, quando la società aveva ricevuto nuove autorizzazioni per 28 milioni di euro, come messo in evidenza da Sardiniapost. La crescita del volume d’affari della società è verificabile anche attraverso l’Istat, che documenta l’avanzamento trimestrale delle esportazioni di armamenti dalla Sardegna.
Le spedizioni di armi da porti e aeroporti sardi verso Ryadh sono state oggetto nel corso degli ultimi anni di proteste da parte di gruppi e associazioni pacifiste, antimilitariste e partiti politici. Secondo l’ampio fronte che si oppone alla vendita delle armi prodotte a Domusnovas il commercio con l’Arabia Saudita violerebbe la legge sul commercio degli armamenti, che vieta le spedizioni di armi a paesi in stato di conflitto. Ma a nulla sono valse le richieste di stop al commercio armi, votate a più riprese dal Parlamento Europeo. Il Consiglio europeo (l’assemblea dei capi di stato) non le ha recepite. Neanche le commissioni parlamentari di Palazzo Madama, una volta ricevute le risoluzioni votate a Strasburgo, hanno affrontato il caso Yemen. Neanche i i report con cui le Nazioni Unite hanno documentato numerose violazioni dei diritti umani da parte dei sauditi nel conflitto yemenita hanno avuto l’effetto di bloccare le commesse autorizzate dal governo italiano. Secondo le Nazioni unite, dall’inizio del conflitto sono morte quasi 9000 persone.

Eccco il video del New York Times

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