Il costo delle rapine: dagli scippi ‘pilotati’ al maxi colpo Mondialpol

La regola per le rapine è la stessa: dove girano più soldi il costo collettivo – da intendersi come perdita – è maggiore. Per questo tipo di reato la dinamica e il codice penale prevedono “violenza” e “minacce”. Vi rientrano sia i colpi sofisticati – talvolta organizzati da gruppi pseudo militari – nei confronti di banche, uffici postali e portavalori, sia gli scippi da strada. Sono questi ad essere più numerosi secondo il report che si basa sulle notizie di stampa e dà quindi una misura sotto stimata del fenomeno, ristretta solo ai casi più eclatanti. Lo studio, il primo del genere in Sardegna, è stata realizzato sui costi diretti da tre ricercatrici dell’Osservatorio della criminalità dell’Università di Sassari (oltre alle rapine, sono stati analizzati gli attentati e la coltivazione illegale di cannabis a cui SardiniaPost dedicherà altri due approfondimenti). Nel 2016 – scrivono le analiste – le rapine con atti di scippo nella via pubblica sono stati 17, nel 2017 ne sono stati registrati 14. Un leggero calo che può diventare una tendenza solo nell’eventualità in cui si ripeta per più anni, come spiega una delle ricercatrici, Maria Gabriela Ladu (docente di Economia Politica nel corso di laurea in Scienze Politiche e dell’Amministrazione). Il dato assoluto relativo alle rapine appare in linea con gli studi precedenti, l’incidenza nell’Isola per il 2016 è inferiore rispetto alla media nazionale: 21 rapine su 100mila abitanti contro 39 rapine su 100mila abitanti (elaborazione dell’Osservatorio su dati Istat).

 

 

Gli scippi ‘premeditati’. Nella categoria rapina da strada (con scippo) rientrano anche quelle a commercianti o titolari di aziende: l’obiettivo è spesso ambizioso, si capisce con uno sguardo alle cronache. E corrisponde all’incasso, spesso da depositare in banca. I malviventi, secondo l’identikit da osservazione e le stesse indagini degli inquirenti, non sono balordi. E ben poco è lasciato al caso. La dinamica comune prevede appostamenti e la conoscenza di abitudini dettagliate della vittima (probabilmente anche grazie a fonti interne), indispensabili per la riuscita del colpo: percorso, orari, importi. Lo schema si ripete in più episodi: a Pirri, alle porte di Cagliari, la titolare di un negozio di abbigliamento è stata rapinata di 50 mila euro a fine 2017; a Porto Torres un tabaccaio è stato rapinato di 10 mila euro.  In entrambi casi, le vittime si accingevano a depositare in banca gli incassi di più giorni di lavoro: un’informazione apparentemente riservata. Nello stesso anno a Sassari nel mirino dei rapinatori è finito un proprietario di un “Compro oro”, derubato di una valigetta di gioielli del valore di 100mila euro. E ancora nel Sulcis e a Cagliari alcune azioni hanno coinvolto gli esattori delle slot machine (con importi superiori a 10mila euro). Sempre nel capoluogo bottino da 50 mila euro nel 2016 per la rapina messa a segno nei confronti di un impiegato di banca che avrebbe dovuto “caricare” lo sportello bancomat.

La mappa dei ‘colpi’ da record. Ed è proprio ai danni di banche, uffici postali, portavalori e grosse aziende che si registrano le azioni da record che fanno innalzare la media dei costi pro-capite. E fanno rimbalzare la cronaca isolana nel panorama italiano. La ricerca dell’Osservatorio sulla criminalità di Sassari segue la geografia dei Sistemi locali del lavoro: non province, né comuni ma aree in cui le persone si muovono con una certa frequenza per motivi di lavoro e incombenze quotidiane. A guardare le tabelle emerge come negli anni di riferimento la cifra record nel Sll di Sassari, con una ricaduta di 52 euro pro capite. Cifra dovuta per il colpo da record da 10 milioni di euro messo a segno nel caveau dell’istituto di vigilanza Mondialpol. Un’azione da film, realizzata con l’ausilio di un trattore, e le immancabili informazioni di una ‘talpa’. Del gruppo nessuna traccia e appena pochi mesi fa, solo per alcune circostanze fortuite, un commando ha tentato il bis senza però riuscirci (leggi qui). Le rapine al Banco di Sardegna e alle Poste da decine di migliaia di euro segnano comunque costi alti: altro rilievo di valore segnato nel Sll di Burgos (Goceano, nel Sassarese) con un colpo bancario da 100mila euro (nel 2016,  costo pro capite pari a 14,166 euro); a seguire il Sll di Tortolì, in Ogliastra, che ha registrato rispettivamente per entrambi gli anni presi in considerazione un costo di 4 euro e un euro per abitante. In questo caso ha inciso una rapina postale a Talana (da 70mila euro) effettuata nel parcheggio sotterraneo multi-piano a Tortolì dove il rapinatore era a conoscenza del fatto che, nell’ultimo giorno del mese, vengono svuotate le colonnine con le le monete per l’erogazione del ticket per la sosta. La cronaca del 2016 racconta così la ricostruzione: “Afferrate le chiavi della cassaforte, ha preso tutte le buste con le monete e altro contante, per un totale di circa 21 mila euro”. Pure in questo caso le informazioni si sono rivelate strategiche per la riuscita dell’azione criminale.

mo. me. 

In copertina una delle immagini del colpo fallito al caveu della Mondialpol di Sassari a maggio 2018<

 

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