Domusnovas, blitz antimilitarista alla Rwm: lavoratori fermi per qualche ora

Sessanta attivisti dei movimenti antimilitaristi si sono dati appuntamento oggi all’alba per manifestare contro la fabbrica delle bombe di Domusnovas. Erano le 5,30 di questa mattina quando il gruppo, proveniente in gran parte dal Cagliaritano, ha raggiunto il piazzale antistante la Rwm, la fabbrica nelle campagne del paese, e ha occupato il parcheggio impedendo per circa due ore e mezza l’ingresso dei lavoratori.

Sul posto erano schierate le forze dell’ordine, la situazione si è comunque mantenuta tranquilla. Gli antimilitaristi che hanno organizzato il sit in di questa mattina con lo slogan “Salutiamo l’alba, fermiamo le bombe” protestano contro la produzione di armamenti nel territorio isolano, attività che è in contrasto con l’articolo 1 della legge 185/90 che vieta l’esportazione di armamenti verso Paesi in stato di conflitto armato e che violano i diritti umani. A svelare la notizia che la fabbrica di Domusnovas realizza prodotti esplosivi destinati alla guerra in Yemen è stato un reportage tedesco di un anno fa poi ripreso da Sardinia Post.

Non è la prima manifestazione di protesta contro la società Rwm Italia spa, divisione del gruppo tedesco Rheinmetall Defence che ha una sede a Domusnovas e l’altra a Ghedi, vicino a Brescia. La più recente è quella del 10 maggio scorso organizzata dal comitato No Bombe, costituito da gruppi di antimilitaristi che fanno capo alla rete No Basi Nè Qui Né Altrove (qui la cronaca della manifestazione). Il 21 febbraio scorso, inoltre, alcuni attivisti hanno depositato alla Procura di Cagliari un esposto per chiedere di indagare sulle spedizioni di bombe dall’Italia all’Arabia Saudita.

Sulla produzione di Domusnovas, inoltre, il Movimento 5 Stelle con primo firmatario il senatore sardo Roberto Cotti ha presentato un’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministero degli Esteri con cui si chiede di sospendere l’esportazione delle bombe.

Gli antimilitaristi, tra cui vi erano anche alcuni esponenti di Emergency, hanno lasciato il presidio intorno alle 8 bloccando l’ingresso dei lavoratori e provocando, di fatto, lo stop al primo turno delle attività in fabbrica.

Francesca Mulas

(foto di Alessio Cabras)

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