Domusnovas, corteo contro la fabbrica di bombe. Ma il paese la difende

Hanno fatto “la voce grossa” nonostante fossero solo poco meno di un centinaio i pacifisti che oggi pomeriggio hanno manifestato davanti alla Rwm, la fabbrica in cui vengono costruite bombe poi spedite in Arabia Saudita. Una manifestazione organizzata in concomitanza di quella Berlino nel giorno in cui si riuniscono per l’assemblea generale gli azionisti della Rheinmetall AG, la più grande industria bellica tedesca, madre proprio della Rwm Spa. I pacifisti hanno raggiunto come previsto Domusnovas alle 16, nonostante fosse stato chiesto loro di posticipare di un’ora il sit-in. La Questura ha organizzato un massiccio servizio d’ordine con decine di carabinieri, poliziotti e Finanzieri. Inizialmente la strada provinciale che conduce allo stabilimento è stata bloccata con due furgoni delle forze dell’ordine e con un cordone di carabinieri e militari delle Fiamme gialle, poi il passaggio è stato aperto per consentire il transito al corteo che in 15 minuti ha raggiunto la Rwm. I pacifisti hanno piazzato striscioni sulla recinzione e sulle pareti dell’ingresso della fabbrica, altri hanno steso alcuni tappeti sull’asfalto e, accompagnati dal suono di tamburi e campane tibetane hanno recitato come se fosse una preghiera una litania “la fabbrica di bombe non si ferma mai”, altri ancora hanno piazzato un banchetto pieno di semi. “Lavora con noi. Una fabbrica di bombe di semi”, recitava il cartellone ai piedi del banco.

Sono poi iniziati gli interventi degli organizzatori del sit-in. “Siamo qui ancora una volta a manifestare per chiedere che si fermi immediatamente la realizzazione di ordigni in questa fabbrica – ha sottolineato Bustianu Cumpostu ribadendo l’importanza di fermare lo stabilimento – questo è un veleno che ci portiamo dentro. Noi sardi abbiamo rispetto degli altri popoli e non accettiamo di produrre strumenti di morte. Bisogna riconvertire lo stabilimento e salvare i posti di lavoro”. Pienamente d’accordo anche il senatore del M5S Roberto Cotti presente al sit-in. “La cosa più urgente in questo momento è bloccare il traffico di bombe – ha evidenziato l’esponente politico – un traffico che va contro la legge 185 del 1990, ogni giorno in Iemen vengono uccisi centinaia di bambini con queste bombe che vengono vendute all’Arabia Saudita. Il problema del lavoro è importante certamente, ma in questo momento assume un aspetto secondario. Bisogna prima fermare questa strage”.

Sempre nel piazzale della fabbrica, ma distanti dai pacifisti c’erano anche alcuni cittadini preoccupati per il futuro occupazionale dei dipendenti della Rwm. “In questa fabbrica ci lavorano persone che conosciamo, amici che grazie a queste manifestazioni ogni giorno si svegliano con la paura di perdere il lavoro – ha detto l’ex consigliere comunale di Domusnovas Stefano Soru – con la chiusura di questo stabilimento 250 persone non avranno più busta paga, il paese vuole la fabbrica Rwm. Credo che sia importante prima trovare una soluzione al lavoro, riconvertendo la fabbrica poi manifestare, altrimenti diamo una scusa all’azienda per chiuderla”. Identico il commento di un altro cittadino di Domusnovas. “Chi manifesta non conosce la nostra realtà, i sacrifici che si sono fatti in passato quando si chiusero le miniere – ha detto Antonio Pisu – che queste persone vadano a manifestare in altri posti. Noi siamo a favore della fabbrica”. (Foto di Roberto Pili)

Manuel Scordo

LEGGI ANCHE: Manifestazioni a Berlino e Domusnovas per dire no all’export di armi

I dati del governo sull’export di armi: dalla Sardegna 5000 bombe nel 2015

Diventa anche tu sostenitore di SardiniaPost.it

Care lettrici e cari lettori,
Sardinia Post è sempre stato un giornale gratuito. E lo sarà anche in futuro. Non smetteremo di raccontare quello che gli altri non dicono e non scrivono. E lo faremo sempre sette giorni su sette, nella maniera più accurata possibile. Oggi più che mai il vostro supporto è prezioso per garantire un giornalismo di qualità, di inchiesta e di denuncia. Un giornalismo libero da censure.

Per ricevere gli aggiornamenti di Sardiniapost nella tua casella di posta inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

Related Posts
Total
0
Share