Chiunque arrivi in Sardegna dalle zone rosse per la presenza del Covid-19 dovrà restare per due settimane in quarantena, dichiarare il domicilio ed essere sempre reperibile. Questo prevede l’ordinanza firmata dal presidente della Regione, Christina Solinas, che è frutto di una mediazione al ribasso col Governo. Il governatore aveva proposto una soluzione più drastica, sollecitata da più parti nell’Isola, considerato l’elevato numero di arrivi di chi scappa dalle zone rosse per raggiungere le seconde case in Sardegna: quella di chiudere completamente porti e aeroporti. Ma l’emendamento è stato cassato. Sulla proposta clicca qui per leggere l’editoriale del direttore di Sardinia Post, Guido Paglia. “In campo con tutte le nostre forze per difendere la salute dei sardi, che invito a osservare tutte le prescrizioni – commenta Solinas -. È un momento impegnativo per tutti, ma la macchina regionale sta funzionando e con l’impegno di tutti otterremo i risultati che ci prefiggiamo”. Dopo la chiusura delle scuole il Governo Conte ha fissato nuove regole che riguardano tutto il Paese ma la Sardegna, tra le ultime regioni raggiunte dai contagi (15 il bilancio provvisorio dopo la prima settimana), sta cercando di mettersi in salvo e limitare i danni.

La proposta bocciata. Il testo originale dell’emendamento proposto dalla Regione al provvedimento del Governo mirava a chiudere bruscamente i confini della Sardegna. La proposta di Solinas a Conte era quella di vietare “fino al 3 aprile, salvo casi urgenti e indifferibili, ogni spostamento in ingresso e in uscita a bordo di navi passeggeri e aerei di linea“. Una proposta senza precedenti che avrebbe consentito il traffico delle merci via mare solo con semirimorchi senza conducente e limitato il traffico aereo al solo servizio postale. Queste misure estreme sono state cassate dal Governo giallorosso e si è arrivati alle limitazioni soltanto per gli arrivi dalle zone rosse.
La quarantena obbligatoria. Chi arriva in Sardegna dalla Lombardia e dalle altre zone più colpite dal Covid-19 ha l’obbligo di comunicarlo al proprio medico di famiglia, “di osservare la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario, mantenendo lo stato di isolamento per 14 giorni”, “di osservare il divieto di spostamenti e viaggi” e “di rimanere raggiungibile per ogni eventuale attività di sorveglianza; in caso di comparsa di sintomi, di avvertire immediatamente il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta o l’operatore di sanità territorialmente competente per ogni conseguente determinazione”.
Controlli in porti e aeroporti. Chi arriva nell’Isola dalle zone rosse dovrà “dichiarare al personale addetto ai controlli attivati dalla Regione il domicilio nel quale osserveranno l’isolamento fiduciario per 14 giorni e un recapito di reperibilità, mediante la compilazione di un modulo”.
Marcello Zasso
AGGIORNAMENTO:
Solinas ha chiesto nuovamente la chiusura di porti e aeroporti, ma il Governo ha confermato il no
Ecco l’ordinanza numero 4 del 2020 e il modulo per chi arriva dalle zone rosse:











