San Leonardo, un gioiello nel verde: monumento d’acqua e di architettura

Il Montiferru, subregione dell’Oristanese, nel centro occidentale della Sardegna nasconde un tesoro. A sei chilometri del paese di Santu Lussurgiu, immerso tra fittissimi boschi, si apre una piccola borgata che fa parte dello stesso Comune: San Leonardo. Durante la dominazione spagnola chiamata Siete Fuentes per la presenza di sette fontane, è un’oasi incastonata tra lecci e querce e una delle località più verdi e ricche d’acqua dell’Isola.

Quando ci si mette piede per la prima volta, colpisce il silenzio accompagnato dal suono delle sorgenti e la sensazione di tornare indietro nel tempo. Anche se sulla data di fondazione esiste più di qualche incertezza. La ‘villa delle Sette Fontane’ probabilmente venne abitata per la prima volta intorno al 1.200 e da allora l’uomo non l’ha mai abbandonata. Nemmeno al giorno d’oggi anche se attualmente sono poche le persone che la abitano stabilmente. A queste in estate fa compagnia un via vai di turisti sempre più numeroso in cerca di tranquillità e trekking.

Anticamente a San Leonardo sorgevano modeste abitazioni private, due monasteri dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme e un ospedale. Degli antichi fabbricati non c’è più traccia. Lo conferma lo stesso Comune di Santu Lussurgiu: le rovine di quel che fu Sette Fontane sono interamente coperte da strati di terra. Una prova: “Chi volesse prendersi la briga di osservare la parte retrostante della prima casa a sinistra del viale degli olmi giganteschi, potrà facilmente constatare che il muro opposto alla facciata è costruito sullo zoccolo ben sagomato di un antico edificio”.

La certezza di sentirsi catapultati in pieno Medioevo viene data dalla chiesa di San Leonardo, monumento romanico attorniato dai muristenes, cioè piccole costruzioni che cingono un cortile dove oggi sorge una struttura ricettiva in cui rivivono antiche atmosfere. Per raggiungere il luogo di culto basta una passeggiata di qualche minuto lungo un piccolo viale: anche nel caso della chiesa mancano fonti in grado di attestarne la data di fondazione o di consacrazione, tanto meno le diverse fasi costruttive dell’edificio religioso. A poca distanza, circa un chilometro, percorrendo una vecchia mulattiera in pietra si arriva alla spettacolare cascata di s’Istrampu de sos molinos.

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