Vaccini a over 80 solo dopo test rapido: strana regola di Ats, caso unico in Italia

L’Ats Sardegna ha deciso di imporre una regola unica in Italia per gli over 80 che devono sottoporsi al vaccino anti-Covid. L’Azienda per la tutela della salute, guidata dal commissario Massimo Temussi, vuole che prima dell’inoculazione della dose gli anziani si sottopongano al test rapido. Si tratta di una norma non prevista in alcuna disposizione nazionale. Non si escludono segnalazioni alla Procura della Repubblica.

Ma andiamo con ordine. La Sardegna è in ritardo sulla somministrazione dei vaccini agli over 80. La piattaforma sul sito del Cup sarebbe dovuta essere pronta da ieri, mercoledì 17. Le prenotazioni online dovrebbero rappresentare una delle tre modalità per aderire alla campagna nazionale di vaccinazione (altre altre due sono le chiamate telefoniche al Centro unico e la richiesta al proprio medico di base).

Ieri, invece, non è partito nulla. La Sardegna ha inanellato l’ennesimo record negativo, da unica regione in Italia in cui ancora la macchina delle prenotazioni non è partita. Ecco quindi la trovata, per mettere alla vicenda almeno una pezza che, come sempre, si sta rivelando peggiore del buco: l’Ats ha pensato di vaccinare per primi gli anziani del Medio Campidano, dove si è spostato il ‘Piano Crisanti’, ovvero lo screening di massa alla popolazione. Una strategia, questa, andata benissimo agli inizi, in Ogliastra. Poi i tamponi rapidi usati, i VivaDiag di produzione cinese, sono finiti al centro di uno scandalo internazionale, perché considerati inaffidabili dell’Agenzia italiana del farmaco. Da lì la prevedibile reticenza a sottoporsi al controllo volontario. Anche perché se si rientra nel gruppo dei falsi positivi, si ha l’obbligo di fare comunque la quarantena.

Alla luce di questa non perfetta attendibilità dei tamponi cinesi, si può legare l’obbligo imposto da Ats. Un caso unico in Italia, è bene ripetere. Del resto, l’Azienda per la tutela della salute ha speso quasi sei milioni di euro per comprare i test cinesi (ecco l’approfondimento di Sardinia Post). Se i cittadini non aderiscono, Temussi rischia un’altra brutta figura. È in questo quadro che è spuntata l’imposizione del testo rapido.

Nel Medio Campidano le vaccinazioni sono previste sabato 20 e domenica 21. Vuol dire che da oggi alle prossime quarantotto ore i sindaci devono avvisare gli over 80 residenti nel proprio Comune. Un’impresa titanica, anche nei Comuni piccoli, perché a tutti si dovrebbero dare le istruzioni. In chissà quanto tempo.

Una cosa è sicura: una campagna così importante come quella delle vaccinazioni non può essere organizzata in questo modo, che sembra un po’ campato in aria. Per di più facendo leva sull’obbligo del test rapido che non esiste nelle Faq dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco. A domanda precisa sugli adempimenti legati alla vaccinazione anti-Covid, ecco cosa c’è scritto: servono esclusivamente “un documento di identità valido – è scritto – e la tessera sanitaria. Può essere utile avere con sé un’eventuale documentazione medica che possa aiutare il vaccinatore a valutare lo stato fisico”.

Sull’obbligo del test rapido, in difesa degli over 80 ha preso posizione il consigliere regionale Francesco Agus, capogruppo dei Progressisti. “Come noto – spiega a Sardinia Post -, la vaccinazione non può essere subordinata all’esecuzione di alcuno screening. Meno che mai a quello che ormai appare sempre più come un atto inutile per la salute dei sardi e funzionale solo alle esigenze di ricerca scientifica dell’Università di Padova”. Il riferimento di Agus al Piano Crisanti è un dato oggettivo, legato alla scarsa partecipazione dei cittadini. “L’operazione ‘Sardi e sicuri’ – prosegue l’onorevole – è un inutile perdita di tempo e di denaro, peraltro aggravata dal fatto che non si sia mai fatta piena luce sull’utilizzo dei test rapidi. Accorparla alla vaccinazione è solo l’ennesimo tentativo di sviare l’attenzione dalle chiare responsabilità dei decisori”.

Quanto alla segnalazione alla Procura sull’obbligo di test rapido imposto agli anziani, è solo questione di ore. I sindaci faranno la propria parte anche in questo. Perché se la vaccinazione è volontaria e lo screening pure, non si capisce in base a quale principio costituzionale Temussi e l’Ats vincolino la dose della profilassi anti-Covid allo screening. Un fatto che dovrebbe essere spiegato quanto prima, a questo punto. Perché sfugge a ogni logica, anche di buon senso.

Al. Car.
(@alessacart on Twitter)

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