Turismo, voto di Federalberghi a Chessa: “Otto e mezzo, ma uffici lenti”

“Il buon Chessa merita otto e mezzo sulla disponibilità”. A parlare è Paolo Manca, il presidente di Federalberghi Sardegna e numero due nazionale. Manca, su richiesta, accetta di dare il voto al settore che più lo riguarda da vicino, il turismo, travolto nel 2020 dalla pandemia. Chessa è il sardista Gianni, uno dei dodici che compongono la Giunta di Christian Solinas. La pagella rientra in un complessivo esame sull’azione della politica regionale. In quest’ottica, adesso che sta finendo il 2021, Sardinia Post ha chiesto i voti a figure importanti della società sarda, ma anche a sindacalista e rappresentanti delle associazioni di categoria.

“Alla disponibilità personale dell’assessore – appunta Manca -, non corrisponde però altrettanta celerità operativa da parte degli uffici, a cui va una sufficienza striminzita. La capacità di agire della macchina amministrativa non solo è limitata, ma le lungaggini burocratiche mal si conciliano con i tempi del turismo”.

Il presidente di Federalberghi osserva: “L’assessore Chessa ci sta provando. Ma finora non è riuscito ad accorciare il divario tra l’azione della Regione e quella delle imprese. Ribadiamo che l’intero comparto del turismo ha la necessità di programmare velocemente e con largo anticipo ogni stagione. Invece finora gli uffici si sono mossi piano e con grave ritardo”.

Paolo Manca

Manca spiega di aver premiato Chessa con un otto e mezzo perché “la disponibilità è un valore importantissimo. Dopo Natale, bisogna riunirsi di nuovo, anche per fare il punto sulla situazione in Sardegna. Ricordiamo che la stagione 2021 è partita zoppa, solo dalla fine del mese di giugno; a luglio ci sono stati numeri a luglio e ad agosto la solita esplosione. Per fortuna c’è stata una ripresa. Ma diventa complicato gestire tante presenze tutte insieme. Ecco perché è necessario programmare”.

Il numero uno di Federalberghi guarda le vacanze anche da un altro punto di vista: “Con la pandemia quello che sta mancando alla nostra Isola è il mercato degli stranieri. Solo i tedeschi vengono ormai per tutto l’anno, sommano circa 200mila presenze mensili per un totale di due milioni. Gli italiani, invece, valgono 5mila presenze ad aprile e cinque milioni ad agosto. Vien da sé che senza gli stranieri il mercato non ha stabilità. Questo è il principale effetto seguìto alla pandemia”.

Manca si rivolge idealmente a Chessa e dice: “Per fare un buon 2022 dobbiamo risolvere quelle criticità strutturali che innanzitutto fanno il paio con l’accessibilità all’Isola, servono certezze sui collegamenti. Anche in materia sanitarie nulla si sa. Invece, pur nella mutevolezza del virus, se vogliamo vendere la Sardegna già da aprile, la politica deve dire cosa vuole fare”.

Malgrado la navigazione a vista che ha comportato la pandemia, il turismo è riuscito a non perdere la bussola. “Ma le mezze aperture – avverte Manca – non possono essere più sostenute: per restare nel mercato serve la programmazione”. Su tutto significa creare “la destinazione Sardegna e il compito non lo possono assolvere gli uffici della Regione: serve che lo strumento venga messo a punto da esperti del mestiere. Va benissimo la gestione pubblica, come vuole l’assessore Chessa, ma non si può prescindere da un innesto privato”.

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