Soldi del Qatar seducono politici sardi: ‘regalino’ al Mater rientra in un disegno

La ricchezza degli Al Thani, la famiglia regnante del Qatar guidata da Tamīm bin Ḥamad (nella foto), seduce la politica sarda, quasi in una sorta di timore reverenziale, come se non assecondare le richieste del Paese islamico mettesse a rischio la permanenza nell’Isola. Non può che essere letta così l’ultima richiesta fatta dal Mater Olbia, l’ospedale privato della Gallura che è proprietà del Qatar.

Stando a quanto ricostruisce Sardinia Post, la situazione del Mater che per via della pandemia ha erogato un numero di prestazioni sanitarie inferiore al budget da 60 milioni concordato con la Regione, riguarda anche anche strutture sanitarie private. Ma il ‘regalino’ da 20 milioni, se ottenuto, andrebbe tutto e solo a vantaggio degli Al Thani. Significa che il Mater si prenderebbe “gratis” un terzo della somma dovuta. In termini di assistenza medica significa che la struttura non ha curato e visitato i sardi per un terzo del suo volume sanitario, ma questo non andrebbe a tradursi in una perdita di budget.

La capacità di spesa della famiglia qatariota non piace solo da queste parti. Quando Matteo Renzi era a capo del Governo nazionale aveva una relazione privilegiata con gli Al Thani, sia personalmente che per il tramite dell’allora ministro Graziano Delrio, il quale fece da tramite anche con la Giunta di Francesco Pigliaru per accelerare sulla definizione dei posti letto da riconoscere al Mater. Renzi quel rapporto non solo lo ha mantenuto ma addirittura rinforzato: quest’estate è arrivato in Sardegna con un jet privato, partito da Firenze, e poi ha passato alcune ore a bordo dello yacht di Al Thani all’àncora a Porto Cervo (il Qatar, ricordiamolo, è dal 2012 proprietario della Costa Smeralda, il che vuol dire quattro alberghi super lusso, ovvero Cala di Volpe, Romazzino, Cervo e Pitrizza, più 2.300 ettari fronte mare).

Dal lato del centrodestra, anche se Christian Solinas sta ben attento a restare ancora coperto, è ovvio che è lui il primo a sostenere il ‘regalino’ al Mater. Il Qatar, del resto, sta comprando il Porto canale di Cagliari, attraverso la Qterminals. Sono quasi 400mila metri quadri di piazzale, con 1.600 metri lineari di banchina e 16 metri di fondale. C’è pure una Zona franca doganale interclusa (sebbene non ancora operativa), mentre la Zona economica speciale di 1.600 ettari che è vicina al battesimo. Nessuno lo dice apertamente. Ma il timore diffuso è che l’affare del Porto possa saltare se gli Al Thani non vengono accontentati sul fronte del Mater. Se invece la compravendita andasse in porto, per Solinas sarebbero voti da giocare con le famiglie dei quasi duecento cassaintegrati.

Eppure l’esperienza degli Al Thani in Sardegna, in appena nove anni, non è solo una storia di successo: il Qatar divenne anche socio di Meridiana, un ingresso che doveva portare la compagnia aerea di Olbia a diventare il primo operatore italiano. Così annunciò il Qatar, tanto che per questa ragione la base operativa venne spostata a Milano. Meridiana, invece, non esiste più. Ha chiuso. È fallita. I dipendenti sono tutti i casa. Appena gli Al Thani hanno capito che il business dei voli non dava i frutti sperati, mica hanno messo altri soldi come il principe Karim Aga Khan, il fondatore, ha fatto per cinquant’anni. No. I qatarioti hanno spedito tutti a casa senza più stipendio. Fine del sogno.

È a ben vedere uno spirito di sudditanza quello che anima la politica sarda nei confronti del Qatar che dal 2012 ha tolto nell’immediato qualche castagna dal fuoco, come l’apertura dello stesso Mater Olbia, ma il prezzo che la Sardegna deve pagare appare alto. Almeno questa è la percezione che un pezzo della politica regionale, seppure minoritaria: dai Progressisti di Francesco Agus e Massimo Zedda, all’Udc di Giorgio Oppi. I principali sostenitori di Al Thani sono invece il Pd e Forza Italia, come è dall’inizio. Sono stati proprio il deputo dem Gavino Manca, ex renziano di ferro, e il collega berlusconiano Ugo Cappellacci, a spianare a Roma la strada per i 20 milioni al Mater, inserendo nella legge 61/2021 dello scorso maggio la possibilità di incassare quei soldi come spese di funzionamento. Fu Cappellacci, quando era governatore dal 2009 al 2014, a intessere i rapporti con gli Al Thani. E non a caso prima dell’ospedale la famiglia di Doha ha comprato la Costa Smeralda. Nel 2012 come detto, proprio durante quel quinquennio.

Non è finita: il presidente dell’Autorità portuale della Sardegna è Massimo Deiana, altro Pd della politica sarda. Il giro è sempre lo stesso, da anni. Perché una delle abilità degli Al Thani, quando fanno shopping in Europa, è proprio la costruzione di strette relazioni politiche. Dal canto loro, in questa fase di transione energetica mondiale in nome della salvaguardia ambientale, lo Stato medio-orientale non vuole vendere solo petrolio, la sua fortuna. Il Qatar è ricchissimo anche di gas, altra materia che però ha molti concorrentoi nel mondo, a cominciare dalla Russia. Accreditarsi con le diplomazie internazionali è un mondo per ottenere nelle trattative economiche un canale preferenziale. Nel caso della Sardegna, approccio della politica sarda, vista l’economia non troppo forte, il Qatar fa comodo. Quando si ha fame, anche l’affare ‘mordi&fuggi’ è considerato una manna del cielo. E si tende ada accettare qualunque condizione.

Al. Car.
(@alessacart on Twitter)

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