Mater Olbia, un ‘regalino’ da 20 milioni. Roma ha detto sì, ma coi soldi dei sardi

Un ‘regalino’ da venti milioni al Mater  Olbia. La proposta normativa ha già ottenuto il via libera da Camera e Senato dopo un emendamento presentato a Montecitorio dai deputati sardi Gavino Manca (Pd) e Ugo Cappellacci (Forza Italia). Adesso lo stesso tesoretto, per diventare legge, va autorizzato dal Consiglio regionale della Sardegna. Roma ha imposto un unico vincolo (non da poco): l’ospedale privato della Gallura può incassare quei 20 milioni a patto che l’intero costo venga caricato sul bilancio dell’Isola, ovvero sulle tasche dei sardi.

Serve una premessa: il Mater Olbia può erogare ogni anno prestazioni medico-assistenziali per 60 milioni di euro: questo è il budget accordato dalla Regione all’ospedale del Qatar con la legge 12 del 31 luglio 2019 in regime di convenzione. Per via della pandemia è però successo che il Mater ha erogato servizi sanitari ‘solo’ 40 milioni di euro: vuol dire che per il 2021 dovrebbe mettere in tasca quegli stessi 40 milioni che ha speso per visitare o curare i pazienti a carico del Servizio sanitario dell’Isola. Non un centesimo di più. È stato Marcello Tidore, il Dg dell’assessorato regionale alla Sanità, a quantificare l’attività del Mater. Il direttore generale l’ha fatot durante  un’audizione nella relativa Commissione del Consiglio regionale.

Resta il fatto che i vertici del Mater, vista l’aria che tirava, dopo un incontro a Roma quando il premier era ancora Giuseppe Conte, avevano ottenuto la promessa di poter incassare comunque tutti i 60 milioni.

Ci hanno pensato i deputati Cappellacci e Manca a trasformare il sogno in realtà. A risolvere la questione, anche perché entrambi, per ragioni diverse, sono legati al Mater: Cappellacci fu il primo a prendere contatti con il Qatar quando era governatore, dal 2009 al 2014; il Pd, il partito di Manca, ha nel tempo intessuto stretti rapporti con i manager italiani del Governo di Doha. I contatti li aveva l’ala renziana dei dem, di cui Manca era un fedelissimo della prima ora.

A Roma il ‘regalino’ per il Mater è stato inserito nella legge numero 61 del 6 maggio 2021, con la quale il Parlamento ha convertito il decreto legge 30 del 13 marzo 2021 dedicato alle ‘Misure urgenti per fronteggiare la diffusione del Covid-19’. Come recita l’articolo 1, comma 7 quater, “è consentito alla Regione Sardegna riconoscere per un biennio al predetto ospedale Mater Olbia i costi di funzionamento, al netto dei ricavi ottenuti dalle prestazioni, nelle more della piena operatività della medesima struttura”. In buona sostanza quei 20 milioni, dati dalla differenza tra il budget annuale  accordato e i costi realmente sostenuti, verrebbero assegnati per far funzionare l’ospedale. Per esempio per acquistare macchinari.

Perché nelle casse del Mater entrino realmente quei soldi, deve legiferare anche il Consiglio regionale. Al Mater sono dedicati due commi, il 6 e il 7 dell’articolo 5 contenuto nella Legge omnibus in discussione in Aula, ovvero la Proposta di legge numero 284 con primo firmatario il capogruppo della Lega, Dario Giagoni. La norma contiene le ‘Disposizioni di carattere istituzionale-finanziario e in materia di sviluppo economico e sociale’. Si tratta di una maxi variazione di bilancio da 200 milioni di euro.

La Pl 284 è una fotocopia del provvedimento nazionale e recita: “La proposta normativa consente di dare attuazione a quanto disposto all’articolo 1, comma 7 quater del decreto legge numero 30 del 13 marzo 2021, ovvero la facoltà per la Regione di sostenere costi di funzionamento ospedale Mater Olbia attraverso l’utilizzo di una quota del budget 2021 assegnato dalla legge regionale numero 12 del 31 luglio 2019″.

In Consiglio regionale c’è maretta. L’omaggio al Mater non convince tutti, trasversalmente. Anche perché quei 20 milioni non si tradurrebero in maggiori e nuove prestazioni sanitarie, le quali andrebbero a parte e in aggiunta. E sempre a gravare sul Bilancio regionale, quindi sulle tasche dei sardi. Ma le alleanze politiche intorno ai 20 milioni di dare al Mater Olbia le raccontiamo in un successivo pezzo (Segue).

Al. Car.
(@alessacart on Twitter)

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