‘Regalino’ da 20 milioni al Mater Olbia: favorevoli e contrari, la mappa del voto

Il ‘regalino’ da 20 milioni al Mater Olbia sembra destinato a superare l’ostacolo del voto in Consiglio regionale. Come raccontato ieri da Sardinia Post, serve il sì della massima assemblea sarda perché si concretizzi la consegna del tesoretto all’ospedale privato del Qatar. In questo senso, la gran parte dei partiti in Consiglio regionale, tanto nella maggioranza di centrodestra quanto nella fila dell’opposizione, pare intenzionata a ratificare quanto previsto a livello nazionale: quattro mesi fa, attraverso un emendamento alla legge 61 del 6 maggio 2021 presentato dai deputati Gavino Manca (Pd) e Ugo Cappellacci (Forza Italia), al Mater è stata concessa la possibilità di prendere soldi pubblici per spese di funzionamento.

I 20 milioni che l’ospedale del Qatar vuole incassare sono la differenza tra il budget concordato tra Regione e Mater per erogare i servizi sanitari in regime di convenzione col Servizio sanitario della Sardegna e la somma realmente spesa dalla struttura di Olbia per visitare e curare i pazienti della Gallura e dell’Isola. Il budget del Mater è di 60 milioni; 40 sono le prestazioni erogate. Senza la deroga ottenuta a Roma e che adesso deve votare il Consiglio regionale, l’ospedale del Qatar avrebbe diritto a percepire unicamente i 40 milioni spesi. Invece l’obiettivo è arrivare alla cifra piena di 60 milioni.

L’omaggio al Mater Olbia non piace intanto ai Progressisti. In commissione Sanità del Consiglio regionale, il capogruppo Francesco Agus ha aperto anche una sorta di questione etico-politica che “tocca da vicinissimo tutti i sardi”. Dice l’onorevole: “In momento di crisi profonda come quello che sta vivendo la sanità sarda, è immorale che si usino le risorse pubbliche per compensazioni che nulla hanno a che fare con la salute dei cittadini. I 20 milioni che si vogliono erogare al Mater devono andare a beneficio dell’assistenza medica e ospedaliera, sotto forma di prestazioni. Devono diventare Tac, gastroscopie, operazioni chirurgiche – sottolinea Agus -. Le liste d’attesa sono sempre più lunghe e per via di questi ritardi c’è chi perde la vita. Non è accettabile spendere 20 milioni di soldi pubbliche senza che si abbiano positive ricadute sulla salute dei sardi”.

Di segno opposto la posizione di Giuseppe Meloni, il più promettente consigliere regionale del Pd, oltre che il più giovane. Meloni, gallurese di Loiri Porto San Paolo, dice: “Io non ci trovo nulla di scandaloso”. L’onorevole, che è stato anche sindaco del suo Comune e consigliere provinciale quando la Gallura era ente intermedio, ricorda la battaglia fatta dal territorio per “avere un numero di posti letto adeguato alla popolazione. In questo senso – spiega – il Mater Olbia ha permesso alla Gallura di recuperare un gap storico in poco tempo. Nel Piano sanitario dell’ex assessora Nerina Dirindin, parliamo della legislatura 2004-2009, in Sardegna era prevista la costruzione di due nuove ospedali: a Olbia e a San Gavino. Da noi, grazie all’intervento della parte privata, abbiamo una nuova struttura sanitaria. A San Gavino sono ancora alla progettazione prelimiare”.

La lunga premessa di Meloni porta alla seconda parte del ragionamento: “Al Mater si sta semplicemente riconoscendo l’intera cifra dovuta, a prescindere da quanto l’ospedale ha speso. E si tratta di una somma riconosciuta sia dalla Giunta di Francesco Pigliaru che da quella di Christian Solinas, anche come contributo per la fase di start up. Del resto la Regione non ha investito proprie risorse per costruire la struttura sanitaria, se l’è trovata pronto. La parte pubblica ha semmai il dovere di facilitare l’apertura dei reparti: benché fosse tutto pronto, Cagliari non autorizzava al Mater né l’avvio della Radioterapia né l’ok alla Stroke Unit pert gli ictus. Adesso la prima è attivata, per la seconda siamo ancora in attesa”.

Meloni dovrebbe portarsi dietro tutto il Pd nel voto in Aula: l’emendamento a favore del ‘regalino’ al Mater è contenuto nella Legge onibus in discussione in Aula: è una maxi variazione di bilancio da 200 milioni, contenuta nella proposta di legge 284 con primo firmatario il capogruppo della Lega, Dario Giagoni, ciò che fa supporre pure il voto favorevole del Carroccio. Non dovrebbero fare sgambetti al Mater nemmeno nel Psd’Az. Idem i Riformatori, anche perché Franco Meloni, storico esponente dei liberal democratici sardi, nell’ospedale di Olbia è il direttore sanitario.

Quanto a Forza Italia stesso allineamento, anche perché Cappellacci, che è pure coordinatore regionale degli azzurri, si è fatto promotore dell’emendamento inserito nella legge nazionale dello scorso maggio. Non solo: il capo dei berlusconiani sardi è stato il primo, quando era governatore, dal 2009 al 2014, a puntare sul Qatar per concludere la costruzione dell’ospedale privato a Olbia dopo lo scandalo dell’ex proprietà, il San Raffaele ai tempi del prete-mnager don Luigi Virzì. Il dem Manca, invece, può vantare una vicinanza al Qatar per il tramite di Matteo Renzi, di cui il deputato sardo è stato un fedelissimo.

Nel centrodestra remano contro – e non da oggi – gli Udc di Giorgio Oppi. Il gran capo dello scudio crociato non ne vuole sapere se versare al Mater di Olbia l’assegno da 20 milioni. Per Oppi il ‘regalino’ per le spese di funzionamento potrebbe essere letto da Bruxelles come un aiuto di Stato, col rischio di far aprire una procedura di infrazione contro l’Italia per via sarda. Al momento risulta che il Governo di Mario Draghi non ha mai comunicato a Bruxelles la deroga sui contributi pubblici approvata dal Parlamento con la legge 61/2021.

Al. Car.
(@alessacart on Twitter)

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