Sindaci contro Renzi. E Zedda attacca: “Verso i Comuni politiche scellerate”

C’era anche Massimo Zedda tra i 250 sindaci che, questa mattina a Cagliari, hanno protestato contro le nuove regole della finanza locale. Ecco il suo intervento.

“Negli ultimi sei anni lo Stato ha attuato verso i Comuni politiche scellerate”. Massimo Zedda, il sindaco di Cagliari, lo ha detto in Consiglio regionale dove dalle 12,30 si sono sedute le fasce tricolori della Sardegna, ricevute in Aula dal presidente Gianfranco Ganau, dagli assessori Raffaele Paci e Cristiano Erriu e dai capigruppo.

Zedda ha parlato per meno di tre minuti (il tempo degli interventi era contingentato), raccogliendo l’applauso più convinto di tutta la mattina, cominciata alle 10 in piazza del Carmine. Obiettivo: protestare contro le nuove regole della finanza locale, approvate dal governo di Matteo Renzi con la legge di stabilità 2015 e in vigore dal 1° gennaio 2016, in sostituzione del patto di stabilità. I Comuni, adesso, devono rispettare il cosiddetto saldo di competenza (leggi qui). “Ma il risultato non cambia – hanno ripetuto le fasce tricolori -: la spesa dei Comuni resta ingessata”.

Zedda ha usato i numeri per difendere gli enti locali. E in Sardegna se ne contano 377, mentre in tutta Italia sono 8mila. “Insieme – ha sottolineato il primo cittadino di Cagliari – valgono appena il 6,5 per cento della spesa totale dello Stato e hanno un indebitamento che sui conti nazionali incede solo per il 2,5 per cento“. In questo quadro, secondo Zedda “non ci sarebbero i margini per applicare così severe regole verso la finanza locale, invece programmare e dare servizi alle nostre città è diventato sempre più difficile per via dei vincoli di spesa”.

Il sindaco di Cagliari si rivolge anche alla Regione: “Sarebbe ora – dice – ci metteste nelle condizioni di facilitare gli investimenti creando gli spazi finanziari promessi”. zedda-consiglio-regionaleZedda si appella al “patto di stabilità verticale”. A quel punto l’assessore Paci interviene, gli fa presente, pur senza microfoni, che adesso la procedura è definita “patto incentivato”. Zedda gli risponde: “Si chiamasse anche Pippo, il risultato non cambia: abbiamo bisogno che la Giunta si faccia carico di alcuni costi, almeno tecnicamente, permettendo agli enti locali di utilizzare le proprie risorse ma accreditandole sul bilancio regionale”.

Il primo cittadino del capoluogo evidenza un ulteriore aspetto: “A Roma – sottolinea – il Codice degli appalti non è stato adeguato alle nuove regole sull’armonizzazione dei bilanci. Ciò significa che tra assegnazione dei lavori e conclusione delle opere passerà sempre più tempo: attualmente si viaggia su una media assurda di tre anni, per via dell’inutile burocrazia”.

La scaramuccia tra Zedda e Paci non ha avuto conseguenze. Il sindaco di Cagliari ha precisato: “Io sostengo questa Giunta, ma bisogna lavorare insieme”. E appena ha concluso il proprio intervento, è passato davanti al tavolo della presidenza e ha stretto la mano all’assessore.

Al. Car.
(@alessacart on Twitter)

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