Primarie, tutti ammessi i sei candidati. Ma Piras dice: «Il 29 settembre io al mare»

I garanti non portano sorprese: sono tutti ammessi i sei candidati alle primarie del centrosinistra, quelli che il 29 settembre si sfideranno alle urne pre-regionali. E uno di loro (tra Simone Atzeni, Francesca Barracciu, Roberto Deriu, Gianfranco Ganau, Andrea Murgia e Maurizio Piras) sarà l’aspirante governatore in quota centrosinistra. Certo: da qui al 2 settembre si potrebbe aggiungere qualche nome, visto che Sel, Idv, Upc, Verdi e Centro democratico hanno ottenuto la proroga sulla presentazione delle candidature, tuttavia le acque restano molto agitate nella coalizione. Il rischio di una clamorosa rottura non è ancora del tutto scongiurato.

Quanto al collegio dei garanti, presieduto da Francesco Sitzia, è filato tutto liscio, stamattina: la commissione doveva valutare l’ammissibilità dei candidati in base al regolamento delle primarie che, tra le altre cose, impone loro di essere figure direttamente riferibili al centrosinistra (per questa ragione è stato tenuto fuori da i giochi Paolo Maninchedda che pure si era proposto come competitor, dopo aver fondato il Partito dei Sardi insieme al semiologo Franziscu Sedda).

Ora per il gruppo di sei comincia la campagna elettorale e la raccolta firme: entro le 20 del 2 settembre devono depositarne tra cinquemila e 5.500, pena l’esclusione dal voto del 29 settembre. I garanti (oltre a Sitzia fanno parte della commissione Michele Schirò, Andrea Deffenu e Massimiliano Piras) hanno anche accolto la richiesta fatta da Sel, Idv, Upc, Verdi e Centro democratico: per loro la presentazione delle candidature slitta al 2 settembre. Per questa ragione, infatti, è stato rinviato al 4 settembre il sorteggio per decidere l’ordine dei nomi sulla scheda elettorale.

Insomma, la prima pezzetta è messa al duello ancora aperto nell’ex Ulivo. Ma da Sel i toni sono tutt’altro che tranquillizzanti. A parlare è il deputato Michele Piras. «Penso che il centrosinistra – dice – stia dimostrando di non aver capito l’aria che tira nell’Isola, e abbia rinunciato troppo in fretta a ricercare figure unificanti ed innovative, scegliendo la strada di una competizione interna fra uomini e donne espressione del ceto politico di un solo partito, con un esito chiaramente già scritto negli accordi intercorsi fra le principali aree del Pd».

Quella del parlamentare vendoliano è quasi una dichiarazione di guerra: «Se le candidature resteranno quelle ad oggi conosciute, il 29 settembre si celebreranno le primarie del Pd e personalmente – pur non disconoscendo il valore delle personalità finora in campo – sarei a questo punto portato a decidere dove passare l’ultimo week end di settembre: al mare piuttosto che in campagna, certamente non alle urne».

Piras è durissimo: «Ci troviamo di fronte a un caso di autismo conclamato, che magari porterà soddisfazioni a qualcuno in sede di primarie, ma che non può che rivelarsi perdente alle elezioni regionali. Fermiamoci finché siamo in tempo. O meglio ancora: proviamo a fare un passo in avanti».

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