Pranzo a Sardara e maxi staff Giunta. La ‘zona rossa’ della politica isolana

La politica sarda è una pentola in ebollizione. Era prevedibile dopo il caso Sardara, oggetto di scontro in Consiglio regionale dove, a mettere ulteriore benzina sul fuoco, è in corso il dibattito sul disegno di legge relativo agli staff della Giunta. Maggioranza e opposizione danno vita a continui scambi di accuse e la minoranza gioca la carta dell’occupazione dell’Aula per evitare che il presidente della Regione, Christian Solinas, eviti di prendere pubblicamente posizione rispetto al banchetto proibito. Altra questione è l’argomento dei maxi staff della Giunta, disegno di legge che deve attraversare un percorso tortuoso e decisamente a rilento tanto che nella serata di ieri sono stati discussi e votati solo cinque emendamenti del primo articolo. La questione di Sardara continua a tenere banco in Consiglio regionale anche alla luce delle novità. Infatti sono spuntati nuovi nomi, anticipati dal quotidiano L’Unione Sarda, tra i quali spiccano direttori generali di assessorati regionali, capi di gabinetto e lo stesso portavoce del presidente della Regione Christian Solinas, Mauro Esu.

Motivo che ha portato il consigliere regionale dei Progressisti, Massimo Zedda, all’affondo: “Gli elementi che conosciamo oggi cambiano la questione che stiamo affrontando in questi giorni al pranzo di Sardara c’era il portavoce del governatore che aveva dichiarato di non essere parte della comitiva, non stiamo parlando di un dirigente qualsiasi ma di uno strettissimo collaboratore del presidente”. Da qui la diretta chiamata in causa nei confronti di Solinas perché “o sapeva oppure assuma gli atti conseguenti, altrimenti è connivente”. Sulla stessa linea il capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus: “L’impressione è che attorno a quel tavolo, o ci fosse qualcosa organizzata in nome o per conto del presidente della Regione, vista la presenza di un suo fedelissimo, o si trattava di un complotto ai suoi danni”. Ora, “i silenzi pesano più delle parole, il presidente ha annunciato sanzioni a mezzo stampa ma ancora non si è presentato in Aula e resta il fatto grave di una retromarcia intollerabile”. Il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula, è intervenuto per dire che “il pranzo di Sardara non ci appassiona, ma se qualcuno si chiede che fine faranno le persone vicine al presidente Solinas, state tranquilli che il presidente prenderà gli opportuni provvedimenti. Se qualcuno non avrà la dignità di fare quello che deve, il governatore prenderà i provvedimenti necessari”.

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I partiti di opposizione, inoltre, continuano il pressing nei confronti di maggioranza e Giunta e chiedono di interrompere la discussione sul disegno di legge degli staff e concentrarsi sulla situazione sanitaria in Sardegna. Questo anche a fronte dei dati giornalieri sulla diffusione del virus, la situazione degli ospedali di nuovo sotto pressione, l’organizzazione della campagna vaccinale e i tracciamenti saltati. Francesco Agus (Progressisti), Rossella Pinna e Gianfranco Ganau (Pd), Eugenio Lai (Leu) e Michele Ciusa (M5S), consiglieri di minoranza che fanno parte della commissione Sanità del Consiglio regionale, hanno chiesto la convocazione del parlamentino per un’audizione dell’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, e del commissario straordinario dell’Ats, Massimo Temussi, “sulle gravissime problematiche della sanità sarda acuite dall’aumento esponenziale dei contagi da covid-19 determinato dalla terza ondata della pandemia”.

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La preoccupazione riguarda soprattutto “la capacità del nostro sistema sanitario di affrontare l’aumento di ricoveri – spiegano nella richiesta i consiglieri – perché i ricoveri dei pazienti covid-positivi che necessitano di cure dedicate stanno aumentando drasticamente”. Inoltre, i posti letto disponibili in terapia intensiva “si stanno rapidamente esaurendo ed è forte, oggi, il rischio di superare il limite di allarme del 30 per cento stabilito dagli indirizzi nazionali. Lo scenario di rischio epidemiologico attuale, che ha portato la nostra isola a essere classificata come regione in zona rossa, viene ulteriormente aggravato dalla stato di attuazione del piano vaccinale regionale che vede ancora un alto numeri di soggetti over 80 e pazienti fragili privi di copertura vaccinale e, pertanto, particolarmente esposti al virus che si diffonde nelle nostre comunità.

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M. S.

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