Pigliaru alla conferenza Onu sul clima: “Il futuro sardo è senza carbone”

“L’obiettivo che ci si è posti è quello di gestire consapevolmente e gradualmente la transizione della nostra Isola verso un futuro non più dipendente dal carbone, ma dove, in una prima fase, il metano agevolerà il passaggio verso l’uso di fonti energetiche rinnovabili”. Così il governatore sardo Francesco Pigliaru ha commentato la nuova Strategia energetica nazionale (Sen) presentata dal Governo e che prevede l’uscita completa dal carbone negli impianti termoelettrici nel 2025. Pigliaru parla da Bonn dove sta partecipando alla conferenza globale dell’Onu Cop23 insieme alla delegazione del Comitato europeo delle Regioni (CdR), in qualità di relatore della Commissione Enve (Ambiente, clima ed energia).

“Il quadro prospettato è in ogni caso perfettamente coerente con quanto già delineato dalla Regione Sardegna due anni fa nel proprio piano energetico regionale ed ambientale, dove si pianificava una processo di decarbonizzazione graduale accompagnato innanzitutto dal metano, come fonte energetica di transizione, supportato dallo sviluppo distribuito e funzionale ai consumi delle fonti energetiche rinnovabili”. Ma il percorso prevede anche le smart grid (le reti di informazione e di distribuzione elettrica gestite in modo tale da consentire l’uso intelligente dell’energia) e i relativi sistemi di accumulo, a sostegno dei quali sono già in corso importanti investimenti”.

Ancora il capo della Giunta sarda: “È inutile e dannoso concentrare gli aiuti su chi non ha bisogno di essere aiutato, come le grandi città e le zone ricche del nord, lasciando indietro gli altri. Questa battaglia si vince solo crescendo tutti insieme”.Incontrando il vicepresidente della Banca europea di investimenti (Bei), Jonathan Taylor insieme al presidente del Cdr, Karl Heinz, Pigliaru ha detto: “Chiediamo alla Bei l’impegno di diffondere al massimo la conoscenza delle opportunità e di fornire ai Comuni più piccoli un’assistenza tecnica dedicata per facilitare l’uso dei meccanismi che regolano i finanziamenti, altrimenti il divario tra le aree sviluppate e quelle svantaggiate non potrà che aumentare. Bisogna ricordarsi sempre che destinare energie e risorse ad azioni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, e farlo nel modo giusto, significa puntare su investimenti intelligenti, che contribuiscono allo sviluppo economico e sociale a lungo termine – ha aggiunto intervenendo nell’assise pubblica”.

Ancora Pigliaru: “Stiamo parlando di cose estremamente concrete, con implicazioni importanti non solo sul presente ma sul futuro dei nostri figli, nei confronti dei quali abbiamo dei doveri molto precisi. E gli amministratori dei territori sono i primi a dover affrontare il problema, a gestire i danni sempre più gravi causati dai cambiamenti climatici. Sono i più vicini ai cittadini e conoscono bene la necessità e i vantaggi della prevenzione sia in termini di sicurezza che di costi evitati – ha concluso il presidente -. Per questo è sempre più necessario e urgente tenere conto, sotto tutti gli aspetti, delle priorità dei governi locali e regionali e delle loro comunità”.

Nell’ambito della Cop23 – la prima dopo l’uscita degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi che impegna i governi centrali a mettere in atto tutte le azioni necessarie per mantenere l’aumento delle temperature globali al di sotto dei 2º – Pigliaru è intervenuto sul tema anche come coordinatore del Patto dei Sindaci, la rete di amministrazioni locali nata in Europa, ma che sta raccogliendo sempre più adesioni oltreoceano. La Cop 23, ospitata a Bonn e organizzata dalle isole Fiji, è stata per Francesco Pigliaru la terza conferenza sul clima dopo Parigi e Marrakech.

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