Piano energetico “intelligente”, ma si punta ancora sul vecchio fossile

Il piano energetico diventa ‘intelligente’. Ma la Regione non cambia rotta sui combustibili fossili, nonostante la presentazione del nuovo piano regionale adottato dalla giunta Pigliaru si svolga in un clima da post-Cop 21.

Le novità vanno sotto il nome di ‘smart grid’ – le reti intelligenti – in grado di gestire il consumo di energia da fonte rinnovabile nei distretti in cui verrà suddivisa l’Isola che, spiega il presidente Francesco Pigliaru, “dovranno essere autosufficienti sul versante della produzione”. Come? In primo luogo, “grazie ai sistemi di accumulo dell’energia, delle vere e proprie batterie che renderanno l’elettricità disponibile all’occorrenza”. Oppure tramite l’idroelettrico, sistema capace di conservare l’energia grazie alle turbine attivate dalla libera caduta dell’acqua, poi ripompata a monte. Ma durante la conferenza stampa non si chiarisce in che misura verranno sfruttati gli impianti idroelettrici, oggi al centro di un contenzioso tra Enel e Regione. La rete a bassa e media tensione farà il resto, trasportando l’energia nelle case, nelle scuole e negli ospedali, che diverranno anche produttori, oltre che strutture più efficienti nell’utilizzo dell’energia.

Insomma, la parola d’ordine sembra essere “produzione più legata alla domanda locale, spazio alle rinnovabili“. Per quanto riguarda, invece, i trasporti, si punta sulle auto elettriche, a cominciare da Cagliari.

Valore dell’investimento per realizzare il piano: 150 milioni di finanziamenti europei e altrettanti dal Fondo Solidarietà e Coesione dello Stato. Valore stimato dei benefici, ambientali ed economici: 50% in meno dei costi sinora pagati in bolletta (perché la Regione è sicura di abbattere gli oneri di sistema) e 50% di emissioni di Co2 e gas climalteranti in meno entro il 2030.

Perplessità, invece? Alcune. Anche perché, a detta della regione, al momento solo 12 distretti sarebbero autosufficienti. Vale a dire il 25-30% dei 24.000 kmq su cui si estende l’Isola (andando larghi). La Regione non esclude, dunque, che possano sorgere nuovi impianti nei diversi distretti. D’altra parte “il mercato dell’energia è libero, specie sul versante della produzione”, dichiara Pigliaru. Certo che, in una regione che esporta una quota di energia pari al 46% del proprio fabbisogno verso il continente – ovvero la metà del proprio fabbisogno – la possibilità che sorgano nuovi impianti suona come una contraddizione in termini. Inoltre, la sperimentazione del nuovo modello è inizialmente prevista solo a Berchidda e Benetutti. E c’è una ragione: a differenza degli altri, questi due centri hanno conservato la proprietà delle reti elettriche a bassa e media tensione. In seguito, tutto dipenderà dai gestori e dai proprietari delle reti elettriche, vale a dire Terna ed Enel Distribuzione da una parte e Cassa Depositi e prestiti e altri investitori istituzionali, cinesi compresi dall’altra.

Ma il vero problema va etichettato sotto la categoria “fossili”, a cui non s’intende rinunciare, almeno per il momento. Insomma, l’estremo saluto al carbone e all’olio combustibile è rimandato a data da destinarsi. Nonostante Pigliaru faccia esplicito riferimento a Jeremy Rifkin, intellettuale americano che propone l’abbandono dei combustibili fossili e la parallela implementazione delle reti intelligenti. Insomma, nella sua versione in salsa sarda, la terza rivoluzione industriale dell’intellettuale statunitense presenta ancora elementi caratteristici della prima. D’altra parte, che olio combustibile e carbone non si possono abbandonare lo dice lo stesso Pigliaru e lo ribadisce l’assessore all’Industria Maria Grazia Piras, che anzi rilancia sulla centrale a carbone che l’Eurallumina vorrebbe realizzare a Portovesme. “Se serve a portare occupazione, ben venga. In ogni caso, con il nuovo piano energetico ci sarà ugualmente una riduzione consistente delle emissioni”, queste le parole della Piras. E poco importa, dunque, se le emissioni inquinanti rilasciate dalla combustione del carbone andranno ad aumentare il carico dei veleni del Sulcis, territorio la cui condizione ambientale e sanitaria è già da codice rosso.

Le ultime notizie da Viale Trento riguardano il metano, sul cui arrivo in Sardegna si attendono a breve notizie, annuncia Pigliaru. “Gasdotto dalla penisola o depositi costieri e rigassificatori, il problema della giunta è avere rassicurazioni sull’assenza di monopoli per garantire ai consumatori costi in linea con quelli del continente”, aggiunge il presidente, che assicura: “Palazzo Chigi è molto attento alle nostre richieste”.

Piero Loi

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