Piano casa, Erriu: “Mai più cemento sul mare”. E nel Pd (ri)scoppia la pace

Sul Piano casa c’è l’accordo nel Pd dopo lo strappo tra Giunta e commissione consiliare. Lo spiega Cristiano Erriu, l’assessore all’Urbanistica.

“Nel Pd non c’è un partito dei costruttori e uno degli ambientalisti. Per tutti, e unitariamente, l’obiettivo resta quello di tutelare il paesaggio evitando di prevedere inutili vincoli”. Cristiano Erriu, l’assessore regionale all’Urbanistica, lo dice in premessa, quando mancano due giorni perché il “suo” Piano casa, il Ddl approvato a ottobre, torni nell’aula di via Roma per l’esame dei 31 articoli (originariamente erano 11 divisi 4 capi). Come noto, la commissione consiliare – presieduta dal cabrasiano Antonio Solinas – ha emendato pesantemente il testo della Giunta, allargando non poco le maglie anti-cemento fissate dallo stesso Esecutivo. Tanto che Renato Soru, da segretario sardo dei Dem, ha convocato d’urgenza la Direzione regionale del partito, venerdì scorso a Oristano, opponendosi ai mattoni lungo le coste. Nel Pd è stata una settimana di divisioni che Erriu, di stretta osservanza faddiana, derubrica a “normale confronto interno”.

Assessore, l’impressione è che nel Pd ci siano tre Piani casa: uno della Giunta, il secondo di Solinas e il terzo di Soru. Quale sostituirà la legge 4 di Cappellacci, andata a scadenza naturale lo scorso novembre?

Io non do questa lettura. La stessa Giunta, a ottobre, ha approvato il Ddl sollecitando tutti i portatori di interessi a emendare il testo. Dai cittadini alle associazioni ambientaliste, ma anche quelle dei costruttori, i sindacati e gli ordini professionali. A tutti, l’appello di proporre modifiche e correzioni. Non a caso, attivammo un’e-mail per garantire il massimo della partecipazione. Da allora ci sono stati decine di incontri pubblici e convegni. Abbiamo ricevuto centinaia di contributi, anche di segno opposto. Ma è nell’ordine delle cose, le esigenze sono diverse: c’è chi sollecita la massima tutela e chi, in nome dello sviluppo, propone di consumare un po’ di territorio.

La sintesi quale sarà?

Nessuna linea prevarrà sulle altre. Abbiamo messo insieme le diverse sensibilità arrivando a un piano che, appunto, non intacchi la salvaguardia del paesaggio e permetta nel contempo il rilancio del settore edile.

Cominciano dai progetti zombie, come li hanno ribattezzati gli ambientalisti del Grig (Gruppo di interventi giuridico): sono le colate di cemento sul mare. E si va da Cala Giunco e Porto Cervo. Quei mattoni non erano previsti nel ddl, ma li ha introdotti la commissione consiliare.

I progetti zombie non c’erano nel testo originario e non ci saranno nemmeno in quello che approverà il Consiglio. La Giunta ha già preparato un emendamento soppressivo rispetto a quel comma 3 dell’articolo 30 che, di fatto, ha recuperato l’articolo 13 della legge 4.

Non ha paura della classica trappola da servire col voto segreto?

Su una materia come l’urbanistica, dove gli interessi risultano essere tanti e differenti, sono normali le alleanze trasversali. Ma in Consiglio esiste prima di tutto una maggioranza di centrosinistra che ha discusso, come da abitudine, e si muove compatta anche nel confronto.

Nell’emendamento soppressivo cosa c’è scritto?

L’emendamento mette una pietra tombale su progetti che non hanno ragione di esistere. Si chiude col passato una volta per tutte.

Nel secondo terreno di scontro emerso in questi giorni figurano i volumi per i servizi degli alberghi. Soru si è opposto, ma sia nel ddl che nel testo della commissione è via libera. Chi vincerà?

Intanto va chiarito che mai la Giunta ha previsto nuove cubature per l’edilizia privata. Di certo, il supplemento di confronto è servito a chiarire che non esistono solo gli alberghi sul mare.

Quindi?

Fuori dalla fascia dei 300 metri dal mare, i volumi per i servizi sono confermati. Per gli interventi dentro la fascia, si rinvia la materia alla nuova legge urbanistica.

Insomma, come voleva Soru.

Non c’è chi vince e chi perde. Nel centrosinistra non stiamo combattendo alcuna battaglia muscolare. Il rimando a una specifica legge ha messo d’accordo tutti. Resta il fatto che in maggioranza è condivisa una linea: ci sono alberghi ubicati in aree compromesse, anche nella fascia dei 300 metri, a cui va data la possibilità di ampliare l’offerta, migliorando i servizi. I premi volumetrici, peraltro, sono vincolati a un tetto massimo di cubature. Questo significa che in alcun caso si aprirà la strada a colate di cemento: gli standard architettonici e ambientali da rispettare saranno altissimi, ma la destagionalizzazione va sostenuta e accompagnata. Perché vuol dire nuova occupazione nei mesi di spalla all’estate. Ogni ampliamento dovrà essere motivato, con ricadute sull’economia e sulla collettività.

Zone agricole: Solinas ha emendato il Ddl abbassando il lotto minino da tre ettari a uno. L’accordo trovato qual è?

Come previsto dal Ppr, nelle zone E resteranno i tre ettari. Ma pure su questo fronte l’assessorato sta lavorando a un nuovo strumento cartografico, sui suoli, che permetterà di cucire su misura, in ogni territorio, la migliore soluzione di tutela e crescita allo stesso tempo. Nel Campidano, per esempio, tre ettari potrebbero essere insufficienti. Ma ci sono altre zone della Sardegna dove l’agricoltura è intensiva e un’azienda può lavorare bene con spazi minori. Di certo, non permetteremo che l’agro della nostra Isola diventi una zona urbana: è indispensabile difendere gli spazi dove si sviluppa il settore primario dell’eeconomia.

Centri storici (zone A): nel Ddll è scritto che sono previsti aumenti volumetrici, ma fino a un massimo di 40 metri quadrati e solo per le case dei disabili. Solinas e la commissione, invece, hanno previsto più cubature per tutti, qualora il Piano particolareggiato sia adeguato al Ppr. L’area Soru, però, ci ha visto il rischio di spacchettare la pianificazione.

Non ci sarà questo rischio. E anzi: la stessa componente Soru ha deciso di sostenere la linea della commissione: il paletto dei Piani particolareggiati adeguati al Ppr non è meno tutelante rispetto alla soluzione originaria prevista nel Ddl.

Quella dei centri storici sarà la sola vittoria che incasserà l’area Cabras?

Torno a dire: nessuno sta lavorando per le medaglie. L’obiettivo, come stiamo facendo, è arrivare a una legge equilibrata, senza vincoli inutili. La tutela non derogabile del paesaggio accompagnerà i processi di sviluppo.

La nuova legge urbanistica per quando è prevista?

Contiamo di ultimare il testo entro l’estate. Con la nuova legge urbanistica (quella attualmente in vigore è la 45 dell’89), non ci sarà più bisogno del Piano casa, che resta uno strumento necessario ma transitorio.

Molto dipenderà dal Consiglio: sull’esame dello stesso Piano casa l’Aula ha accumulato cinque mesi di ritardo, visto che la Giunta ha approvato il Ddl a ottobre.

È semplicemente successo che la Finanziaria ha portato via due mesi. E prima ancora c’è stata la leggina sulla sanità, indispensabile per riorganizzare il sistema, un processo che non si poteva certo affidare al vecchio management. Si aggiunga la riforma della Regione, altra urgenza di questa maggioranza.

L’ex presidente Cappellacci ha detto che la Giunta si sta facendo dettare l’agenda da Soru.

Schematismo tipico di chi fa parte di un partito dove davvero c’è un solo uomo al comando. Rispedisco l’accusa al mittente, non fosse altro che è una posizione smentita dai fatti. Non mi pare che sul Piano di dimensionamento scolastico o sui ricorsi ritirati in materia finanziaria, l’Esecutivo abbia preso ordini da qualcuno. Non solo: Soru è il leader del primo partito al governo della Sardegna e legittimamente chiede conto del nostro operato. Ma invasioni di campo non ne vedo.

Al netto delle differenti visioni interne al Pd, questo Piano casa introduce elementi di nnovazione?

Introduce intanto la sostituzione edilizia: sono premi volumetrici per chi demolisce la propria casa ubicata in zone critiche, come la vicinanza al mare o a un fiume, e la ricostruisce in aree più sicure o meno impattanti. Ma in generale è cambiata la filosofia del premio volumetrico: non una regalìa, ma uno scambio. L’aumento delle cubature viene concesso solo se le ristrutturazioni migliorano le performance energetiche, per esempio. O vengono utilizzati materiali della bio-edilizia. E si tratta di misure che permetteranno di rilanciare la filiera dell’abitare.

Alessandra Carta
(@alessacart on Twitter)

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