Mura o Cappellacci? Sul web il magnate Soros fa pubblicità elettorale al velista

La pubblicità elettorale gira sul web, sia come post Facebook sponsorizzato sia come messaggio promozionale sulla stampa nazionale online. Nell’immagine, accompagnata da poche righe di testo, si vedono Andrea Mura e Ugo Cappellacci, sfidanti – insieme ad altri otto candidati – nel collegio uninominale di Cagliari per la Camera (vedi foto di copertina). Nulla di strano, verrebbe da dire, visto che la corsa dei due è storia nota. Ma il committente della pubblicità non è né il velista scelto dal Movimento Cinque Stelle né l’ex presidente della Regione, quota Forza Italia del centrodestra. Il promo l’ha pagato Avaaz, l’organizzazione non governativa internazionale che nel 2017 ha compiuto dieci anni e un’inchiesta pubblicata su Off Guardian, sito di opinione creato da alcuni giornalisti del celebre quotidiano inglese, indica come ong finanziata dal magnate George Soros, il multimilionario ungherese naturalizzato americano, per il tramite di ‘Res Publica’ e ‘Move on’, co-fondatori di Avaaz.

Attraverso una ricerca sul web, Sardinia Post ha provato a ricostruire gli intrecci che ruotano intorno il messaggio promozionale su Mura e Cappellacci trovando, da fonti qualificate, più di un legame tra Soros e il Movimento Cinque Stelle. I quali si sarebbero avvicinati di recente, perché sino a meno di un anno fa, come dimostra un articolo pubblicato sul vecchio blog di Beppe Grillo, M5s guardava con enorme sospetto le mosse dell’imprenditore di Budapest.

Da una primissima lettura, la pubblicità elettorale di Avaaz su Mura e Cappellacci sembra addirittura imparziale. tanto che il senso del promo non si coglie subito. “Voti nel collegio di Cagliari? – si legge -. Poche centinaia di preferenze potrebbero decidere chi ci rappresenterà alla Camera. Andrea Mura, velista di fama internazionale candidato del Movimento Cinque Stelle, sfida l’ex presidente della Regione, Ugo Cappellacci. Ogni voto sarà importantissimo”.

Il messaggio non dice esplicitamente a chi dare la preferenza. Ma è sufficiente avere poche nozioni di comunicazione per capire che non si tratta affatto di una pubblicità neutra. cappellacci-mura-avaazMura, intanto, è il primo nome indicato. E di lui si dice che è “un velista di fama mondiale”, mentre su Cappellacci non viene fatto alcun apprezzamento. Secondo elemento: a separare i due c’è una specie di stella gialla, con punto esclamativo al centro, che richiama le scelte grafiche degli M5s. Di certo, Avaaz conferma – come nel sondaggio di Repubblica.it del 2 febbraio – che nel collegio uninominale di Cagliari è testa a testa tra Mura e Cappellacci. L’uno dato, anche da Avaaz, al 35 per cento, l’altro al 34.

Quale sia l’interesse di Avaaz per la Sardegna, non è dato saperlo. avaaz-boninoMa alla Ong la campagna elettorale italiana interessa parecchio. Lo dimostra anche un caso simile denunciato da Federico Iadicicco, candidato coi Fratelli d’Italia nel collegio Roma 1 per il Senato. Con la stessa grafica e lo stesso messaggio, Avaaz sostiene la leader di +Europa Emma Bonino, “la campionessa dei diritti civili”, è scritto nella pubblicità elettorale, mentre Iadicicco è indicato come “organizzatore del Family day”. Quindi un modello positivo e di successo contrapposto a uno considerato negativo.

E se la Bonino non ha nulla a che vedere con gli M5s, ad Avaaz l’ex ministra degli Esteri di sicuro piace per la sua convinta apertura verso l’accoglienza dei migranti. Ma qui entrano in gioco i Cinque Stelle che nove mesi fa, in un pezzo a firma di Maria Grazia Bruzzone pubblicato sul blog dei Cinque Stelle, ancora remavano contro Soros, bollato come un “controverso filantropo” e considerato una figura centrale nella “sterminata rete di ong” col compito di “alleggerire” la pressione antropica di “Medio Oriente, Eurasia e Africa” per portare i migranti “nell’Occidente con bassa natalità”. Il tutto attraverso la Open society foundations (Osf). Erano i tempi in cui Luigi Di Maio, non ancora candidato premier ma già considerato il primo degli M5s, diceva che “le ong trasportano criminali”. Non solo: in un pezzo datato 13 maggio 2014 e riportando l’intervista fatta a Soros su Ballarò, l’uomo d’affari ungherese osservava: “Non conosco Grillo, ma è un comico e io penso che non dovrebbe essere preso seriamente”.

Il 2 gennaio scorso, il quotidiano online Il Primato nazionale, ha scritto un articolo dal titolo “Così gli uomini di Soros hanno scritto il programma immigrazione di M5s”. Stando al giornale web, alla stesura avrebbe lavorato, tra gli altri, un avvocato, Maurizio Veglio, indicato come membro di Asgi, l’associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione e di cui si dice che è finanziata dalla Open society foundations di Soros. Di certo, rispetto a un anno fa la posizione dei Cinque Stelle sul tema degli sbarchi è cambiata. Anche durante la sua due giorni sarda, il 4 e 5 febbraio, Di Maio ha aperto una polemica a distanza con Silvio Berlusconi accusandolo di aver “creato lui la bomba sociale”. Nel 2017 M5s considerava i migranti “invasori”, mentre nel programma elettorale del 4 marzo il movimento ha individuato un modello di accoglienza (leggi qui).

Al. Car.
(@alessacart on Twitter)

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