Liste d’attesa, dal 2020 la Giunta stanzia soldi e dice “tutto ok”. Invece è piena crisi

Alessandra Carta

Alla fine non era vero nulla: in Sardegna le liste d’attesa non sono affatto migliorate. La prova regina è arrivata oggi, direttamente dalla Giunta di Christian Solinas. Come sempre succede quando gira male, è toccato dire all’assessore alla Sanità, Mario Nieddu, ammettere che sta finendo in vacca sulle prestazioni specialistiche. Tanto che l’esponente dell’Esecutivo, quota Lega, ha annunciato di aver sospeso, con un “provvedimento temporaneo e straordinario” le visite intramoenia, ovvero quelle che i medici ospedalieri possono fare nelle stesse strutture dove prestano servizio ma fuori dall’orario di lavoro.

Solinas si è eclissato. Non una parola da parte del governatore. Nieddu, invece, provando a edulcorare la pillola, ha spiegato che tutto riprenderà a funzionare come prima, non appena verrà smaltito un po’ di arretrato. Ma la ciccia del problema è che la Sardegna è ormai fuori legge su alcune prestazioni specialistiche, visto che per una visita si deve aspettare oltre un anno, per ammissione dello stesso assessore. Ma ci sono anche casi in cui non si accettano più prenotazioni per eccesso di richieste, sempre stando a quanto scritto nella nota stampa diffusa oggi. Nieddu, per far sembrare meno grave la situazione, ha parlato di generica “incertezza sui tempi di erogazione“. Che tradotto dal burocratese significa appunto che non c’è più spazio.

Eppure da due anni la Giunta stanzia 13,6 milioni di euro per smaltire le liste d’attesa. La misura rientra in una disposizione nazionale, visto che col Covid la sanità italiana si è paralizzata. Ma a ben vedere tutti quei soldi non hanno sortito alcun effetto, se oggi Nieddu ha dovuto dire basta alle visite intramoenia che un medico può fare previo accordo con la propria Asl di riferimento (una quota della visita resta all’Azienda sanitaria).

I 13,6 milioni stanziati sia nel 2021 che nel 2022 sono frutto di due provvedimenti fotocopia: a scorrere le cifre, risultano identiche. E così ripartite: 1.736.528 euro alla Asl 1 di Sassari; 905.428 euro all’Asl 2 Gallura; 1.044.470 euro all’Asl 3 Nuoro; 368.686 euro all’Asl 4 Ogliastra; 924.494 euro all’Asl 5 Oristano; 526.656 euro Asl 6 Medio Campidano; 762.981 euro Asl 7 Sulcis; 2.887.830 euro Asl 8 Cagliari; 901.966 euro all’Aou Sassari, 486.595 euro all’Aou di Cagliari; 1.049.162 euro al Brotzu. Infine: due milioni sono destinati alle cliniche private convenzionate con il Servizio sanitario regionale. Le risorse le gestisce l’Ares, la Asl unica del centrodestra, cui spetta usare il 60 per cento dello stanziamento per acquistare prestazioni ambulatoriali, mentre il restante 40 per cento va investito in assistenza ospedaliera.

I toni di Solinas, contestualmente allo stanziamento, erano stati trionfalistici, come sempre. Adesso invece il presidente della Regione tace ma la sanità continua a fare acqua da tutte le parti. E a pagarne le conseguenze sono sempre e solo i sardi.

Sino a oggi, in caso di necessità, tanti cittadini, anche in difficoltà economica, hanno messo mano al portafoglio per farsi assistere dai medici con visite intramoenia. Ma adesso che questa opzione è bloccato d’imperio dalla Giunta, diventa difficile capire se la sanità sarda sarà davvero in grado di garantire le cure a tutti i sardi.

Alessandra Carta

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