Lavori pubblici, per Salaris arriva un “5 meno meno”

“Cinque meno meno”. Aldo Salaris, assessore dei Riformatori ai Lavori pubblici, non arriva alla sufficienza in questo giro di valutazioni alla politica sarda. Questa è la seconda puntata di uno Speciale di fine anno, dove le pagelle alla Giunta guidata da Christian Solinas le hanno date figure importanti della società sarda, ma anche sindacalisti e rappresentanti delle associazioni di categoria (qui i voti pubblicati sabato 11 dicembre).

Il timoniere Salaris è stato valutato da Francesca Ticca, segretaria generale della Uil Sardegna. L’assessore ha dalla sua il fatto di essere in sella da otto mesi, ma nel dibattito politico dell’Isola è totalmente assente. Sulle infrastrutture regionali, di concreto, non c’è nulla di nuovo.

“Il ritardo della Sardegna in materia di opera pubbliche è enorme – comincia la Ticca -: non abbiamo strade, ferrovie e i porti non risultano adeguati alle esigenze. La Sardegna al centro del Mediterraneo non guarda né all’Africa né all’Europa”. Proprio agli scali marittimi “è collegata la più importante partita dello sviluppo: se non vengono adeguati i fondali, non possono approdare le grandi navi gasiere che devono portarci il metano”. La Ticca si riferisce in particolare ai porti del Sulcis e di Porto Torres, che sono il cuore sardo delle industrie.

Francesca Ticca

Sul fronte delle strade, la segretaria generale dice: “In materia di lavori pubblici, il Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, dovrebbe darci una prospettiva di futuro, ma in Sardegna non riusciamo ancora a toccarla con mano”. A domanda precisa, la Ticca conferma di non conoscere alcun progetto della Giunta Solinas. E con amara ironia dice: “Aspetto la domanda di riserva”.

Sul Pnnr l’Esecutivo regionale non può barare. “I soldi – ricorda la sindacalista – ce li daranno solo se esistono idee e progetti che migliorano la qualità delle infrastrutture. Da troppi anni la Regione si concentra solo sugli edifici scolastici, spesso in territori dove non ci sono più classi. Per realizzare vere opere pubbliche serve una programmazione ragionata, in assenza della quale si possono realizzare unicamente lavori inutili che non hanno alcuna ricaduta sulle comunità”.

La Ticca ammette pure che la spa ‘Opere e infrastrutture”, voluta proprio dai Riformatori, il partito di Salaris, non si sta distinguendo per azione politica. “A me non risulta pervenuta. In compenso – continua la Ticca – la Sardegna continua ad avere una sola vera strada, la 131, dove la circolazione è sempre rallentata da numerosi lavori che sembrano infiniti, ciò che si traduce in un livello di pericolosità a fare impressione. In Sardegna mancano la forza e la volontà politica per rivendicare più risorse”.

Numerose sono anche le opportunità che la Sardegna perde, soprattutto coi fondi dell’Unione europea. “Quando ci si confronta di trasporto su rotaie, lo si fa solo per parlare di Trenino verde dell’Ottocento. Ma è silenzio totale sulla mobilità vera, quella che riguarda gli spostamenti dei sardi ogni giorno, per motivi di lavoro o di studio. Il mio voto all’assessore Salaris è un cinque meno meno. un voto di incoraggiamento”.

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