Fuori Acciaro, il fedelissimo di Solinas. Anticorruzione: ‘Licenziatelo da Areus’

Marcello Acciaro, fedelissimo del presidente Christian Solinas, è stato licenziato dall’Areus su ordine di Anac, l’Autorità nazionale per l’Anticorruzione. Il motivo è l’inconferibilità dell’incarico. In buona sostanza la nomina di Acciaro, nato a La Spezia e poi adottato da Sassari fin da ragazzino, è stata illegittima. Nell’Azienda sanitaria per le emergenze/urgenze, con sede a Nuoro, il manager era direttore sanitario. E in virtù di quell’incarico Solinas lo aveva scelto pure come responsabile per il Nord Sardegna dell’Unità di crisi, dedicata alla gestione della pandemia. Per intenderci, è stato Acciaro a occuparsi in prima persona delle emergenze Covid al Billionaire e nel resort di Santo Stefano.

Materialmente il licenziamento di Acciaro lo ha dovuto firmare il direttore amministrativo, Angelo Maria Serusi, che nell’Areus è il Dg facente funzioni, visto l’incarico di direttore amministrativo. L’inconferibilità riconosciuta dall’Anticorruzione sul caso Acciaro nasce dal fatto che l’ormai ex direttore sanitario di Areus non avrebbe potuto ricoprire l’incarico perché erano passati appena pochi giorni dalla conclusione del suo mandato nell’ospedale privato Mater Olbia. Per la legge Severino, invece, tra un mandato e l’altro deve passare almeno un anno, per evitare eventuali conflitti di interessi.

Acciaro ha lavorato al Mater sino al 31 dicembre del 2019, sempre come direttore sanitario. Anche lì è stato licenziato, per divergenze con la proprietà sulla gestione dell’ospedale. Il manager, però, era rimasto senza lavoro appena due giorni: il 2 gennaio 2020 era giù ufficiale la  sua nomina all’Areus, decisa da Solinas.

Acciaro, che a novembre si è ammalato di Covid ed è tuttora ricoverato perché ha contratto il virus in una forma molto aggressiva, è considerato il saggio della triade sanitaria di Solinas. Triade tutta sassarese, formata intanto dall’ortopedico Carlo Doria, che il governatore ha candidato al Senato (ed è stato eletto); poi ecco il commissario di Ats, Massimo Temussi, molto sponsorizzato anche dal consigliere regionale del Psd’Az, Nanni Lancioni. Quindi Acciaro, il maggiore: è classe 1972, Doria invece è del 1966, mentre Temussi è del 1970.

Acciaro, in malattia da novembre, è sostituito da un dirigente anziano di Areus, Antonio Maria Soru. Ma in Areus non potrà tornare più. E adesso che l’Anac ha accertato l’inconferibilità dell’incarico, è scontato che ci metterà mano la Corte dei conti. Perché andrà accertata la responsabilità erariale di quella nomina. Un’altra grana grossissima per il presidente Solinas. Che in questi primi due anni di legislatura ha collezionato diverse tranvate, oltre due avvisi di garanzia. Uno per abuso d’ufficio sulla nomina dei suoi consulenti nell’Ufficio di gabinetto; la seconda per abuso d’ufficio e tentata corruzione, sempre per la selezione dei collaboratori: in questo caso la Dg della presidenza, Silvia Curto, e il direttore generale della Protezione civile, Antonio Pasquale Belloi. Ma queste sono altre storie ancora.

In Areus sta arrivando la manager veneta che ha fatto un buco nell’acqua in Calabria, Simonetta Cinzia Bettelini. Solinas l’ha nominata appena prima di Capodanno. Ma ancora non ha preso servizio. Suo il compito di gestire anche il caso Acciaro. Perché pure sulla validità delle delibere dirmate dall’ex direttore sanitario potrebbero esserci rogne. E non di poco conto.

Alessandra Carta
(@alessacart on Twitter)

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