Caos sanità, Solinas contro le proteste. Attacco Progressisti: ‘Fuori da realtà’

I nodi della sanità sarda, le azioni messe in campo per scioglierli. Il presidente della Regione Christian Solinas ha fatto il punto sullo stato del sistema sanitario regionale in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato l’assessore della Sanità Mario Nieddu, il direttore generale Marcello Tidore e il commissario straordinario dell’Ats Massimo Temussi. “Sentiamo l’esigenza di ricordare che serve una leale collaborazione tra istituzioni – ha detto Solinas -, affrontiamo una stagione complessa a causa di una pandemia alla quale nessuno nel mondo era preparato, e l’obiettivo di tutti è garantire una sanità pubblica ai cittadini. Ma tutto questo non può risolversi in una dinamica conflittuale tra la Regione e i tanti comitati che nascono come se non avessimo a cuore la soluzione di questi problemi, o ci fosse bisogno di una mobilitazione popolare per sollevare un tema già oggetto di provvedimenti già adottati o in fase di adozione”.

Inoltre, “questa tendenza a cavalcare un problema che esiste come la carenza di medici ha l’effetto di rendere alcune sedi periferiche poco appetibili nella percezione del personale che potrebbe ricoprire i ruoli. Abbiamo medici che rifiutano l’assegnazione o si dimettono”, ha aggiunto Solinas, parlando a tre giorni dalla manifestazione del 24 settembre a Cagliari organizzata a difesa della sanità pubblica.

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Nieddu ha parlato di 66 concorsi banditi per 799 posti, tra medici, infermieri e altre figure: sinora sono stati espletati 25 concorsi per 191 assunzioni. Queste si aggiungeranno a quelle di tutte le figure reclutate durante l’emergenza Covid: 1.587 persone tra cui 124 medici specializzandi, ma anche 505 laureati abilitati e persino medici in pensione. Per quanto riguarda l’assistenza primaria, Nieddu ha fatto riferimento alla pubblicazione dei bandi per l’assegnazione delle titolarità delle sedi carenti dei medici di base dal 2018 al 2020: “Solo nell’ultimo avviso – ha precisato l’assessore – abbiamo bandito 244 sedi”.

“Troppo impegnato in vicende personali, il presidente della Regione racconta dell’organizzazione di un sistema sanitario che evidentemente non riguarda la Sardegna: tutto proiettato verso un futuro immaginario, ma senza una risposta – una – ai problemi che ogni giorno affrontano medici, personale sanitario, pazienti e familiari”. Così il gruppo dei Progressisti in Consiglio regionale replica alla conferenza di Solinas.

“È utile ricordare al presidente della Regione di essere stato l’unico al mondo, nel pieno di una pandemia, a far approvare una riforma sanitaria che, ancora non operativa, ha di fatto paralizzato l’intero sistema regionale. La prolungata gestione commissariale, fuori da ogni prassi ma obbligata dalle difficoltà tutte interne ai partiti della maggioranza nella spartizione delle poltrone, la smobilitazione dei piccoli ospedali con il conseguente abbandono dei territori, l’assenza di servizi essenziali come il medico di base nei piccoli centri, la mancata assistenza continua in settori tanto delicati da non essere mai stati intaccati prima d’ora, le liste d’attesa cresciute a dismisura, il sistema dei Pronto Soccorso che da tempo non reggono più, le troppe opacità nel sistema degli appalti non possono essere derubricate al tentativo, da parte dei comitati di creare una dinamica conflittuale”.

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