Sanità, riecco l’abbraccio Solinas-Pd: giro di manager tra Ats e Assl, i nomi

Eccolo qua l’abbraccio tra il presidente della Regione, Christian Solinas, e il Pd. Il terreno del matrimonio politico è ancora la sanità, perimetro non nuovo in cui il governatore dell’Isola e il partito più moderato del centrosinistra si riscoprono sulla stessa linea. In questa legislatura è già successo a inizio pandemia: era la fine di marzo quando all’Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari saltò il Dg per via dei contagi record all’ospedale Santissima Annunziata. L’Aou venne quindi affidata a un manager vicino al Pd, Giovanni Maria Soro, che però nel giro di tre mesi decise però di fare le valigie. I dem, guarda a caso, commentarono quell’addio con malcelato fastidio. Ma adesso l’armonia sembra tornata: l’ultimo pacchetto di incarichi riguarda l’Ats, ovvero la Asl unica in liquidazione, e le Assl. La deliberazione è stata firmata il 31 ottobre. Tra i prescelti ci sono sia manager vicini al centrodestra sia nomi di professionisti scelti dal Pd nella precedente legislatura.

Prima di dar conto delle designazioni, serve però una premessa. Perché c’è puzza di illegittimità nell’affidamento dei nuovi incarichi. Infatti: la sanità sarda è appunto in piena fase di transione, col passaggio dall’Ats all’Ares, l’Agenzia regionale per la salute. Ma inspiegabilmente Solinas ha lasciato che al neocommissario della stessa Ats, Massimo Temussi, il compito di fare le nomine. Eppure per la legge di riforma del centrodestra, la numero 24 dell’11 settembre 2020, l’assegnazione degli incarichi spetta alla Giunta, su proposta dell’assessore competente, Mario Nieddu. Così prevede il comma 2 dell’articolo 47.

La presunta violazione rischia di avere un effetto a cascata: le delibere che dal primo novembre stanno firmando i nuovi manager potrebbero essere impugnate, proprio per via dell’irregolarità a monte. Infatti: le Assl erano state previste dal centrosinistra contestualmente all’istituzione dell’Ats, con un’altra riforma, la legge 10 del 2006. Ma lo scorso 24 ottobre, dopo la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Sardegna, precisamente il Buras numero 58, è entrato in vigore il riordino del centrodestra, quindi la legge 24 che prevede la sostituzione delle Assl con le Asl. Qualcuno, adesso, questa patata bollente sulla presunta illegittimità la dovrà pur sbucciare.

Adesso i nomi. Nell’Ats in liquidazione, nel giro di dieci giorni il commissario Temussi ha nominato due direttori amministrativi. Prima Antonio Tognotti, che infatti ha firmato la deliberazioni sui manager delle Assl, poi Virgilio Emidio. Nel 2018 Tognotti venne scelto come responsabile del settore Gestione economica dall’allora Dg dell’Ats, Fulvio Moirano, ovvero il super manager voluto in Sardegna dall’allora presidente Francesco Pigliaru e dall’assesore Luigi Arru; Emidio, invece, è stato uno stretto collaboratore di Moirano all’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.

Dal perimetro del Pd arriva pure l’ingegnere Paolo Tauro che Temussi ha appena confermato alla guida della Assl di Olbia. Anche Tauro, nel febbraio 2018, ottenne una promozione da Moirano che lo scelse come responsabile dell’Area tecnica Sassari-Olbia. Tauro rientrò nello stesso pacchetto di nomine di Tognotti, tanto che il centrodestra, allora opposizione in Consiglio regionale, gridò alla scandalo. A guidare la protesta fu l’allora onorevole consigliere regionale Paolo Truzzu (oggi sindaco di Cagliari) che accuso di centrosinistra di pensare solo alla “spartizione delle poltrone”.

Col giro di nomine del 31 ottobre, in quota centrodestra è entrata invece Maria Valentina Marras che da Temussu ha ottenuto la riconferma a Oristano. La prima volta la Marras è stata scelta come direttrice a settembre, dal Dg uscente dell’Ats, Giorgio Steri. Di stretta osservanza Udc è Carlo Murru che ha ottenuto un doppio incarico: Temussi lo ha nominato a capo di due Assl, a Cagliari e a Carbonia. È vicino al centrodestra pure Maurizio Locci, diventato il primo manager della Assl di Sanluri, ma durante il mandato di Steri all’Ats ha fatto il direttore sanitario. Alla Assl di Sassari la designazione è caduta su Flavio Sensi, napoletano classe ’79, il più giovane tra i prescelti: anche la sua è una riconferma, il centrodestra lo aveva già indicato lo scorso giugno. Alla Assl di Lanusei l’indicazione è ricaduta su Antonio Demontis.

Lo scenario della sanità conferma Temussi fine tessitore della collaborazione Solinas-Pd, sebbene non dichiarata. Anzi: proprio oggi, dopo mesi di silenzio, il segretario regionale dei dem, Emanuele Cani, ha inviato una nota stampa sull’emergenza Covid, senza mai citare Solinas. Nel titolo del comunicato Cani ha scritto: “La Regione smetta coi proclami e risolva i problemi”. Una roba totalmente irrituale in politica, visto che esiste un governatore e volutamente non è stato citato, è ovvio. Temussi, dal canto suo, ha un curriculum che racconta la capacità di sopravvivere a tutte le Giunte. In Regione è diventato Dg con il centrodestra, guidando gli uffici della Sanità ai tempi di Antonello Liori assessore. Sempre con Forza Italia e alleati era passato all’Aspal, l’agenzia regionale per il lavoro, dove il Pd lo aveva confermato. Dell’assessora dem Virgina Mura, Temussi è stato un fidatissimo consigliere. Tra le amicizie Pd di peso, il commissario dell’Ats vanta anche uno stretto legame con l’ex presidente del Consiglio regionale, Giacomo Spissu (entrambi sono sassaresi).

Alessandra Carta
(@alessacart on Twitter)

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