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L’ex Alcoa parla svizzero: si chiamerà SiderAlloys. Investimenti per 135 milioni

L’ex Alcoa parla svizzero. Si chiamerà SiderAlloys Italia, dopo che il gruppo elvetico SiderAlloys ha stretto l’accordo al ministero dello Sviluppo per rilevare la vecchia fabbrica di alluminio di Portovesme, in Sardegna. In una intervista alla Nuova Sardegna, parla l’Ad di SiderAlloys Giuseppe Mannina, che ha firmato l’intesa al Mise e annuncia investimenti nell’isola per 135 milioni. Perché il gruppo SiderAlloys ha deciso di investire in Sardegna? ‘Per ragioni strategiche legate ad una visione basata su una ripresa dell’attività industriale in Italia e Europa (come si sta verificando), un costante deficit di fornitura di alluminio e la possibilità di implementare un mix di vendita diverso rispetto a quanto avvenuto in passato focalizzato su prodotti a maggiore valore aggiunto’, dice e aggiunge che il piano di investimenti per rimettere in marcia lo stabilimento,  insieme a miglioramenti tecnologici ‘ammonta a circa 135 milioni di euro’.

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La situazione nella fabbrica che era chiusa da tempo, aggiunge Mannina, ‘è tale da richiedere gli investimenti minimi quantificati e considerati necessarie per poter raggiungere i target prefissati’. Per sapere quando ripartiranno gli impianti,’ sarà necessario attendere il closing dell’operazione’ perché queste informazioni ‘sono parte del set coperto da accordo di confidenzialità con Invitalia e non possono essere di vulgate senza il loro preventivo parere favorevole’. Il piano di investimenti punta a una produzione a regime’ pari a circa 147 mila tonnellate annue di alluminio primario’. Il nodo energetico, in attesa della metanizzazione dell’isola, da sempre rappresenta un gap nelle vertenze industriali. ‘E’ un tema fondamentale – dice Mannina – che stiamo discutendo con tutti i soggetti coinvolti. C’è un accordo sul prezzo dell’energia, al quale ha contribuito in maniera decisiva il Mise. Abbiamo trovato nell’Enel un interlocutore sensibile e abbiamo trovato l’intesa per 10 anni di fornitura a un prezzo in linea con l’Europa e che favorisce il processo di ripresa’. E’ verosimile che i lavoratori rilevino una quota delle azioni dell’azienda? ‘E’ una proposta del ministro Calenda che valuteremo nei suoi aspetti operativi nei prossimi tempi. Comunque è un’ipotesi verosimile e nei limiti di quel che possiamo, la favoriremo. Sarebbe un principio nuovo per l’Italia, stiamo guardando all’esperienza dei metallurgici tedeschi. L’idea è di costruire un modello di governance nuovo che partendo dalla Sardegna potrà essere apripista per altre aziende italiane’. Quanto al rapporto con i lavoratori Alcoa, che hanno combattuto per anni per difendere la fabbrica e i posti di lavoro, l’Ad di SiderAlloys aggiunge: ‘Abbiamo grande rispetto verso i lavoratori e affrontiamo la situazione con la massima serietà. Avvieremo un progetto di riqualificazione riservando massima attenzione ai giovani in una zona dove c’è una disoccupazione giovanile altissima. Avremo un occhio di riguardo verso il territorio’.

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