Dazi Usa, salvo il Pecorino romano dop: il ‘grattugiato’ protegge l’economia sarda

I dazi imposti dagli Stati uniti sui prodotti alimentari non dovrebbero abbattersi sul Pecorino romano dop, il formaggio che ancora determina il prezzo del latte in Sardegna. A garantire il mantenimento del costo aggiuntivo al 15 per cento è la tipologia del formaggio: non per grattugia e per grattugia. “Il primo è un codice doganale che usiamo poco e nel quale compare il dazio aggiuntivo del 25 per cento oltre all’attuale 15 per cento – spiega il presidente del Consorzio di tutela del Pecorino romano dop, Salvatore Palitta – accanto al secondo, invece, non compare nessuna indicazione per ora. Il Pecorino Romano con il codice ‘grating’ non ha mai subito imposizioni daziali perché non ha nessun concorrente nel mercato nordamericano dove i formaggi, anche da grattugia, sono prodotti con il latte bovino”.

La maggior parte del prodotto che dalla Sardegna va negli Stati uniti viene utilizzato come formaggio da grattugiare e dunque il pericolo sarebbe scampato. Per questo motivo Palitta è fiducioso e, oltre a seguire la vicenda da vicino con i legali, ha già ‘difeso’ la posizione del Consorzio con osservazioni e memorie. La speranza, però, è che ” l’amministrazione Trump e l’Unione europea troveranno un accordo che possa porre fine ad una potenziale guerra commerciale  e si aspetta dunque da parte del Governo italiano e della Commissione una posizione univoca per escludere il settore da un’eventuale ritorsione commerciale, essendo del tutto estraneo al contenzioso”.

Attualmente il mercato Usa per il Pecorino romano vale il 52 per cento della produzione totale delle forme di questa dop, circa 120-130 mila quintali, che, in termini di fatturato, vuol dire circa 100 milioni di euro l’anno. Le forme di formaggio partono dalla Sardegna intere e poi vengono trasformate, confezionate e commercializzate da aziende statunitensi, “creando – sottolinea Palitta – valore aggiunto e occupazione nel nord America”.

Sospiro di sollievo anche per la Coldiretti: “Da quanto abbiamo letto, l’elenco dei dazi riguarda solamente il Pecorino da tavola – commenta il presidente, Battista Cualbu – è questa per noi è un’ottima notizia perché riguarda solo una piccolissima percentuale del nostro Pecorino esportato negli Stati Uniti e comunque non tale da incidere sulla nostra economia. Per noi sarebbe stata una doppia beffa visto che nel 2019 stanno finalmente crescendo le esportazioni, quest’anno negli Usa rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso sono cresciute oltre il 53 per cento”.

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