Solinas e le sue operazioni immobiliari: già aperta un’inchiesta della Procura

Gli affari immobiliari del presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, sono sotto la lente della Procura di Cagliari. Lo rivela oggi ‘Il Fatto Quotidiano‘ che da giorni ha puntato i riflettori su alcune operazioni immobiliari eseguite dal Governatore. Oggi il giornale di Travaglio rivela che la Procura di Cagliari ed in particolare la sostituta procuratrice Maria Virginia Boi ha aperto un fascicolo, modello 45, cioè senza indagati, sulla villa acquistata da Solinas il 10 marzo del 2021 per 1,1 milioni di euro.

La villa, 543 metri quadrati su quattro piani con venti stanze, sorgerà in una zona residenziale di Cagliari in “un terreno originariamente appartenente alla villa stessa”, spiega ‘Il Fatto Quotidiano‘. Ma secondo quanto riportato dal giornale di Travaglio, la nuova costruzione starebbe sorgendo in un’area sottoposta a vincoli ambientali. “Sono infatti situate a meno di 150 metri dal Parco naturale del Molentargius-Saline”, si legge nel quotidiano. Sulla costruzione avevano sollevato già dubbi gli ambientalisti e in particolare il Gruppo di intervento giuridico, ma a fare scattare gli accertamenti della Procura sarebbero stati alcuni esposti anonimi.

Il Fatto Quotidiano, unisce gli spazi tra le operazioni immobiliari di cui aveva scritto già nei giorni scorsi e la costruzione della villa focalizzando l’attenzione sui due investimenti del 2013 e del 2020.

“Il 2 dicembre 2020 Solinas versa alla famiglia Ciani allora proprietaria della villa una caparra da 100 mila euro, sottoscrivendo il contratto preliminare, mentre firma il rogito finale per la casa il 10 marzo 2021, versando il restante milione”, spiegano dal Fatto. A fare scattare i sospetti però è l’altra operazione quella del 4 novembre del 2020 quando il presidente Solinas avrebbe firmato “un altro preliminare, col quale s’impegnava a vendere per 550 mila euro dei rustici in località Santa Barbara che aveva comprato nel 2002 a 42 mila euro”. A comprare gli stabili rustici “è l’imprenditore, fornitore della Regione, Roberto Zedda, che versa una caparra da 200 mila euro, impegnandosi a versarne ulteriori 50 mila entro 10 giorni”. Per firmare il rogito, appuntamento il 30 giugno del 2021. “Rogito che nei documenti dell’Agenzia delle Entrate però non compare”, sottolineano dal giornale di Travaglio.

Poi c’è la seconda operazione del 30 maggio 2013, sulla quale sarebbero stati puntati i riflettori della Procura: “Un’altra compravendita immobiliare, ma di terreni agricoli nel comune di Capocaccia”. Solinas in quella occasione, secondo la ricostruzione fatta dal quotidiano di Travaglio avrebbe siglato il preliminare di vendita per un terreno per 400mila euro. “Anche in quel caso l’acquirente (Antonello Pinna titolare della Pinna Trasporti Logistica ndr) aveva versato una caparra da 200 mila euro a Solinas e si era fissato il rogito entro il 30 maggio 2014”. Ma di questa operazione il Fatto non ha trovato traccia nei documenti dell’Agenzia delle Entrate.

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