LE TAPPE. Sassari-Olbia, la strada della ‘morte’: 10 lotti a singhiozzo tra tangenti e infiltrazioni mafiose

È la strada più importante del nord Sardegna, amata e odiata allo stesso tempo. La statale 597 è una lingua d’asfalto trafficatissima, con un numero impressionante di veicoli che la attraversano in entrambi i sensi di marcia: circa 10mila ogni giorno, con punte di 12-13 mila nel corso dei mesi estivi. Ma la Sassari-Olbia non è solo questo. È anche una trappola mortale. Dal 1995 a oggi sono state più di 90 le persone che hanno perso la vita: chi per colpa di un incrocio a raso, chi a causa dell’asfalto scivoloso, chi per un sorpasso azzardato. Mille cause diverse, ma tutte unite dalle insidie che si nascondono dietro quella stessa arteria che, in teoria, dovrebbe garantire sicurezza a chi si mette in viaggio da un capo all’altro del nord dell’Isola. Per ricordare le vittime c’è anche in piccolo segno, poco conosciuto ma ancora oggi frequentato dai familiari della vittime: un ulivo piantato nel marzo 2010 a pochi passi dalla basilica di Saccargia.

Per anni l’allargamento e la messa in sicurezza della statale 597 è stato un autentico tormentone, tra promesse elettorale e rinvii. Forse è anche per questo che l’inaugurazione di oggi sembra un traguardo più che un punto di partenza, come dovrebbe essere invece nella normalità delle cose. La storia recente ci ricorda che la svolta è arrivata sotto la giunta regionale Cappellacci, grazie a uno stanziamento record da parte del Cipe. L’esecutivo ha poi deciso di smembrare il progetto dividendo l’arteria in dieci lotti per avere procedure più snelle. In realtà, la suddivisione ha trasformato il grande cantiere da 850 milioni di euro in dieci punti interrogativi a dimensioni variabili. Con diverse sorti. Oggi siamo arrivati praticamente all’apertura sui lotti 0, 1, 7 mentre sul lotto 9, falcidiato da problemi economici che hanno colpito la società che ha vinto l’appalto, si parla di 5 mesi al massimo per il completamento dei lavori. Sul tratto centrale invece le cose sembrano più complicate.  C’è poi il lotto numero 8, quasi pronto, ma al centro dell’ultimo filone della maxi inchiesta ribattezzata “Sindacopoli”: per quel tratto gli imprenditori che hanno vinto l’appalto, hanno confessato di aver pagato delle tangenti (leggi qui). Dalle dichiarazione del pentito Girolamo De Santis sono partiti gli arresti di due mesi fa, coinvolti anche il vicepresidente del Consiglio regionale, Antonello Peru (Fi), e l’ex consigliere Angelo Stochino.  I lotti 3 e 7 presentano ritardi gravi mentre i lotti 2 e 4 sono praticamente fermi. E poi ci sono i lotti 5 e 6, dove i lavori stavano iniziando con puntualità rispetto alla tabella di marcia ma ora sono chiusi perché affidati alla Tecnis, società commissariata per infiltrazioni mafiose. In totale l’opera è di 79 chilometri. Una volta realizzata, (il traguardo finale è stato spostato al 2018) si spera che la nuova strada possa finalmente garantire sicurezza per chi decide di attraversarla: senza incroci a raso, con piazzole di sosta e guard rail centrale.

Michele Spanu

@MicheleSpanu84 on Twitter

 

Nell’immagine una performance di protesta del Comitato di cittadini

Total
0
Shares

Per ricevere gli aggiornamenti di Sardiniapost nella tua casella di posta inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

Related Posts
Total
0
Share