Regione dichiara lo stato di emergenza: “Sino al 31 luglio, c’è rischio sanitario”

Il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, ha dichiarato lo stato di emergenza regionale sino al 31 luglio. “In conseguenza del rischio sanitario, dovuto alla grave emergenza epidemiologica in corso – ha annunciato Solinas – abbiamo dichiarato lo stato di emergenza regionale sino al 31 luglio 2020 per consentire una tempestiva attuazione delle disposizioni nazionali secondo le specificità del contesto isolano. Inoltre, con l’approvazione delle Misure operative di Protezione civile abbiamo definito la catena di comando e di controllo, il flusso delle comunicazioni e delle procedure da attivare per fronteggiare l’emergenza Covid-19 in Sardegna”.

Le misure operative prevedono un sistema di coordinamento con un Comitato operativo regionale (Cor), istituito presso la Protezione civile regionale, che opera in collegamento coi Dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie locali e con un rappresentante della Prefettura di Cagliari, che ha lo scopo di garantire il raccordo con le altre Prefetture dell’Isola.

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Tra le difficoltà sottolineate da  Solinas l’arrivo in Sardegna di connazionali che hanno nell’Isola seconde case: “Se ciò dovesse comportare un incremento rilevante dei casi, si rischia uno scenario difficile per il sistema sanitario regionale che potrebbe avere difficoltà a fronteggiare l’emergenza e la nostra condizione di insularità renderebbe ancora più complessa la realizzazione di interventi di soccorso sanitario da parte di altre Regioni”.

Il Cor è composto dallo stesso presidente della Regione, dagli assessori alla Sanità, Ambiente, Trasporti, dai direttori generali della presidenza e degli assessorati coinvolti, della Protezione civile, di Areus e dal Commissario straordinario dell’Ats. “Per assicurare l’attuazione degli interventi urgenti e dei servizi di soccorso – ha evidenziato l’assessore della Difesa dell’Ambiente, con delega alla Protezione civile, Gianni Lampis – il Direttore generale della protezione civile, sentito il presidente Solinas, convocherà a breve il Comitato operativo regionale, con la partecipazione degli Assessori regionali competenti, per assicurare il coordinamento degli interventi urgenti e delle strutture operative regionali con quelle nazionali e degli enti locali”.

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Dopo “l’incremento dei casi” e la “rapida evoluzione della situazione epidemiologica”, la Regione Sardegna si dota anche di un’Unità di crisi regionale (Ucr), che opererà all’interno dell’assessorato regionale della Sanità e che garantirà l’applicazione uniforme nel territorio delle procedure sanitarie previste dalla Regione e dal Governo. Il nuovo organismo coordinerà anche le diverse componenti istituzionali impegnate nella gestione dell’emergenza infettiva. Opereranno anche due Unità di crisi locale, istituite presso le Assl di Cagliari e Sassari, per il coordinamento e l’esecuzione delle procedure previste dai protocolli sanitari e dalle raccomandazioni ministeriali.

“Oltre quelli della presidenza del Consiglio dei ministri – spiega Solinas – la Giunta ha emanato una serie di decreti restrittivi validi per la comunità sarda, con effetti immediati anche in altri settori oltre a quello sanitario, come nella gestione dei trasporti da e per la Sardegna, con controllo e supporto per assicurare spostamenti motivati anche all’interno del territorio regionale, l’approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale e l’assistenza alle persone che, rimanendo isolate, non possono accedere ai servizi essenziali attraverso gli strumenti informatici”.

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