Coniugi uccisi a Settimo, il figlio Igor: “Ecco come ho fatto. Ora devo pagare”

“Nella notte mi sono alzato e mi sono trovato in camera loro: dormivano. Ricordo che dal bagno avevo preso una mazza che ho usato per picchiarli. Non so spiegare come, ma mio padre mi ha inseguito giù per le scale. Non ricordo come è iniziata la lite. In realtà non c’è stata una lite. Mi sono alzato e li ho colpiti con una mazza da baseball. Una volta che siamo arrivati in cucina, lui ha preso una sedia, io ho preso un coltello da un cassetto per difendermi. Prima gliene ho lasciato uno e poi ne ho preso un altro e l’ho colpito”. È questo uno stralcio del drammatico racconto fatto agli inquirenti da Igor Diana, il 28enne che ha la scorsa settimana ha uccisi i genitori adottivi nella loro abitazione di Settimo San Pietro, in via Copernico.

Il racconto del giovane è contenuto nelle 22 pagine di ordinanza con la quale il gip Giovanni Massidda ha deciso l’arresto del ragazzo. Il giudice per le indagini preliminari ha motivato così la misura cautelare decisa: “Si è rivelato – è scritto – un soggetto sanguinario, non affatto in grado di dominare i propri impulsi e sottostare a delle prescrizioni”.

Su cosa sia successo in quella casa di via Copernico, Igor Diana Igor Diana_Settimoha detto ancora: “Dopo che ho colpito mio padre con il coltello, sono salito da mia madre. Una volta finito tutto, ho cercato una soluzione per andarmene, mi sono tolto i vestiti sporchi di sangue lasciandoli a terra in camera mia, comprese le scarpe, e mi sono fatto una doccia. Ho messo degli abiti per terra sul sangue per non sporcarmi mentre camminavo. Poi sono uscito di casa con l’auto. La mattina ho risposto al telefono a delle colleghe di mia madre che chiedevano perché non sì era presentata al lavoro. Avevo preso dei soldi, non avevo un’idea precisa di cosa fare. La sera dopo la notte in cui sono avvenuti i fatti sono andato a San Michele ad accompagnare un amico che doveva acquistare del ‘fumo’”.

In un altro passaggio Igor ricorda la sua reazione all’aggressione del genitore. “Mio padre mi ha colpito al braccio con la sedia, io ho preso un coltello e l’ho scagliato contro di lui, poi con un altro l’ho accoltellato. Sono quindi salito da mia madre, che avevo già colpito con la mazza, e le ho sferrato le coltellate”.

Il giovane ha detto ancora agli inquirenti: “Ho pensato di uccidermi, ma non ho trovato il coraggio. Sono consapevole di aver fatto un grosso errore e che per questo devo pagare”. E poi un ennesimo drammatico passaggio: “Sul momento non mi sono reso conto di quello che stavo facendo, il mio comportamento di quel giorno è qualcosa di sbagliato, molto più di rabbia, le persone fanno cose di cui non si rendono conto. Non mi era mai capitato di meditare di fare del male ai miei genitori, quel giorno non sono riuscito a controllarmi, ero in preda ad un impulso incontrollabile”.

Igor ha confermato di non aver mai accettato di farsi visitare da uno psichiatra, ammettendo inoltre di non andare d’accordo coi genitori. “Non ho mai fatto visite psichiatriche – ha sottolineato – anche se i miei me lo hanno sempre proposto, ma io dicevo che non ne avevo bisogno. Non ho mai parlato con mio fratello dei miei contrasti con i miei genitori. Con lui non ho mai instaurato un rapporto molto intimo, ci vedevamo poco”. E riferendosi ai genitori ha aggiunto: “Loro non mi capivano, non andavano d’accordo”.

E proprio sui rapporti tra il 28enne e i genitori, dall’ordinanza del gip emergono continui litigi per richieste di soldi e mancanza di lavoro. Il giudice per le indagini preliminari ha scritto: “È in questi elementi che può essere individuato il movente del duplice omicidio”. L’ipotesi è stata fatta in seguito alle testimonianze di parenti e amici. Alessio Diana, fratello di Igor, riferito agli inquirenti di comportamenti aggressivi nei confronti dei genitori, “benché quasi mai ha alzato le mani nei loro confronti”. Più spesso “scaricava la rabbia rompendo oggetti, porte o mobili di casa”.

Igor, sempre stando alla ricostruzione del gip, dai genitori “pretendeva continuamente piccole somme di denaro, nell’ordine di 5 o 10 euro, e quando loro si rifiutavano di consegnargliele, nascevano forti liti”. Alessio Diana ha anche riferito che poche ore prima del delitto Igor gli era parso nervoso e aveva appreso dai genitori che “quel giorno aveva manifestato intenzioni suicide, ma non gli era stato dato peso in quanto in passato lo aveva fatto già diverse volte”.

Lo scorso anno, secondo la testimonianza di un amico, Igor “aveva sottratto la pistola del padre, si era recato
sulla scogliera di Cala Mosca e aveva chiamato la fidanzata per annunciarle che stava per uccidersi e lei era uscita a dissuaderlo dopo averlo raggiunto”. Un altro amico ha detto al Gip di essere a conoscenza che i genitori di Igor “la notte erano costretti a chiudersi a chiave nella propria camera da letto per il timore di essere derubati dal figlio”. Il giorno dopo l’uccisione dei genitori, risulta che il giovane ha effettuato un prelievo con il postamat del padre da 600 euro all’Ufficio postale di Settimo e un secondo di 300 euro il giorno dopo in viale Poetto a Cagliari. Secondo il giudice, i comportamenti di Igor dopo l’assassinio “consentono di tratteggiare un’indole criminale particolarmente inquietante – si legge nell’ordinanza – giacché poche ore dopo aver ucciso i genitori aveva avuto la lucidità di impossessarsi della pistola che il padre custodiva in cassaforte nonché del suo postamat”. Parte del denaro sarebbe stato subito utilizzato per comprare marijuana.

Igor Diana è ancora ricoverato nell’ospedale di Iglesias, dove è stato operato al braccio per una ferita riportata durante la sparatoria con la polizia il giorno della cattura (qui la photogallery)

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